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PALESTINA:
LA PACE MANCANTE

dell'arch. Abu Awwad Bassam
Uno dei paesi più martoriati della storia, che conta oggi
circa 5 milioni di abitanti.
Nonostante la sua sacralità storica è sempre stato un paese
sotto occupazione, soffrendo molti massacri.
Nell'ultimo secolo i palestinesi hanno subito inaudite
sofferenze e, a causa di un complotto internazionale, sono
più di 50 anni che aspettano una pace giusta, ma che non
arriva mai.
Ogni giorno ci sono morti e case distrutte dall'occupazione
israeliana.
Se qualcuno ti dovesse rubare la casa, oppure ammazzasse
tutti tuoi cari, cacciandoti via dalla tua terra, cosa
faresti?
Tutti noi vogliamo la pace, ma che sia giusta e degna.
I massacri che abbiamo subito e le sofferenze del nostro
popolo indifeso, ci spingono a chiedere: perché tutto questo
odio? Cosa abbiamo fatto ai giudei? Non siamo stati noi a
causare il loro olocausto, e neppure li abbiamo deportati,
nè massacrati.
Loro che stanno rubando le nostre case e la nostra terra,
loro che hanno costruito il muro della separazione razziale,
loro che sta frantumando le nostre proprietà, che con le
loro armi di distruzione di massa stanno massacrando il
nostro popolo, hanno il coraggio di chiamarci “terroristi”.
Noi, che non abbiamo nè armi pesanti, nè arei da guerra, nè
cannoni, saremmo “terroristi”.
Noi, che siamo in pace nelle nostre case, che vogliamo
vivere secondo le nostre abitudini, saremmo
“terroristi”.
Noi, che abbiamo subito e stiamo subendo massacri, come a
Deer Yasin, a Deer al Balah, a Bene Hanuon, saremmo
“terroristi”.
Noi cerchiamo di promuovere la pace giusta, ma nessuno ci
ascolta, perchè saremmo dei “terroristi”.
Oh mondo, come sei ingiusto. Negando la giustizia, come
pensate che i nostri figli debbano rispettarvi ed amarvi?
Come potete immaginare e pretendere di essere rispettati
dopo le sofferenze che ci avete inflitto e che continuate a
procurarci?
Voi che siete complici e causa dell’ingiustizia, parlate di
democrazia. Una democrazia fasulla.
È questa la democrazia secondo voi? Poveri noi.
Rivendichiamo il nostro diritto alla Palestina, la patria di
Abramo e di Gesù.
E non dimenticate che noi siamo i filistei, di biblica
memoria.
Dr. Abu Awwad Bassam

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STORIA DELLA PALESTINA dal 637 al 1947
637
Gli arabi conquistano Gerusalemme.
XII - XIV sec.
La Palestina è sconvolta dalle Crociate per la riconquista
del Santo Sepolcro.
XV sec
Ondata di invasioni dei mongoli e dei turchi.
1516
Conquista da parte dei turchi ottomani.
1840
Prima proposta di colonizzazione ebraica. Lord Palmerston,
primo ministro inglese suggerisce l'insediamento di ebrei in
Palestina per "tener aperta la Porta d'Oriente alle truppe
ed ai commerci inglesi".
1882
Comincia la prima ondata migratoria di ebrei in Palestina
(circa 25.000 dalla Russia), favorita dagli inglesi,
provocando i primi disordini con la popolazione araba.
1891
Petizione di notabili e protesta palestinese contro la
vendita di terre agli ebrei e l'abuso dei coloni ebraici.
1896
Theodor Herzl, giornalista ungherese, in seguito all'
"affare Dreyfuss"" (ufficiale ebreo francese condannato per
alto tradimento senza alcuna prova), pubblica "Lo Stato
ebraico", che segna l'atto di nascita del sionismo politico,
del progetto e dell'organizzazione di un movimento per il
ritorno degli ebrei in Palestina.
1897
Primo congresso sionista a Basilea (Svizzera), nel quale
vengono prese numerose decisioni, prima di tutte quella di
fondare "una sede nazionale ebraica" in Palestina.
1900 ca.
In Palestina vivono 50.000 ebrei e 600.000 arabi.
1901/3
Disordini a Tiberiade e a Jafa (Jaffa).
1905/6
In seguito al fallimento della rivoluzione russa del 1905,
alcuni ebrei russi sbarcarono in Palestina.
1908
Viene fondato il giornale arabo "Al Karmal'" a carattere
nazionalistico.
1914
Con lo scoppio del primo conflitto mondiale, l'Inghilterra
promette l'indipendenza a tutti gli stati arabi che
combatteranno l'impero ottomano.
1915
L'alto commissario britannico a II Cairo, Mac Mahon,
promette allo sceriffo della Mecca, Hussein, uno stato arabo
indipendente che comprenda la Palestina, in cambio della
partecipazione araba allo sforzo bellico.
1916
Con gli accordi di Sykes-Picot, la Francia e la Gran
Bretagna si spartiscono il Medio Oriente in zone di
influenza, senza tenere in alcun conto le promesse
britanniche allo sceriffo Hussein, in base al quale la Siria
e il Libano diventano francesi, la Giordania e l'Irak
inglesi; la Palestina dovrebbe avere uno status
internazionale.
1917
2 novembre -
Lord Balfour a nome di Sua Maestà Britannica invia a Lord
Rothschild, per la federazione sionista, una lettera in cui
si dichiara che la Gran Bretagna "vede con favore lo
stabilirsi in Palestina di un focolare nazionale per il
popolo ebraico...". Al momento della dichiarazione, la
popolazione totale della Palestina è di 700.000 unità:
574.000 musulmani, 74.000 cristiani e 56.000 ebrei.
1917/18
Le truppe inglesi conquistano la Palestina.
1918/20
Esodo delle comunità ebraiche russe a seguito di violenze e
devastazioni dovute la guerra civile che segue la
rivoluzione russa. Come già in occasione dei pogrom del 1881
e del 1904 solo una piccola parte emigra in Palestina.
1919
Primo congresso palestinese a Gerusalemme.
1920
Conferenza di Sanremo: la Palestina diventa protettorato
britannico. Manifestazioni e rivolte arabe contro il mandato
britannico. Gli inglesi riconoscono come lingua ufficiale
accanto ad inglese ed arabo l'ebraico, modernizzato da
Eliezer Ben Yehudi. In Palestina gli arabi sono circa
800.000 e gli ebrei 80.000. Fondazione dell'organizzazione
sionista militare Haganah (nucleo originario del futuro
esercito israeliano).
1921
In seguito ai disordini arabi del maggio 1921, viene
nominata la Commissione d'Inchiesta Haycraft nel tentativo
di alleggerire l'atmosfera in Palestina. Nonostante, ritenga
gli arabi responsabili dello scoppio della violenza, la
commissione sostiene che la radice del problema è l'ansia
araba causata dagli impegni pro-sionisti presi dalla
diplomazia britannica. La commissione Haycraft fa parte di
un processo che porta alla pubblicazione della Carta Bianca
di Churchill.
1922
La Lega delle Nazioni ratifica il mandato alla Gran Bretagna
per l'amministrazione della Palestina. Il mandato è un
sistema creato dalla Lega delle Nazioni secondo il quale "i
popoli non ancora in grado di auto governarsi" sarebbero
amministrati da "nazioni più evolute". Col tempo queste
nazioni, principalmente le Potenze Alleate, avrebbero
trasferito l'autorità alla popolazione del luogo. Il
trattato non parla della tutela della popolazione residente
e la parola "arabo" non viene menzionata. Inizia
l'immigrazione degli ebrei sionisti che vengono accolti con
simpatia dalla popolazione residente. Londra promette agli
ebrei una "casa nazionale" e agli arabi l'indipendenza.
1925
'Izz al-din Qassam, siriano stabilitosi in Palestina qualche
anno prima, forma un'organizzazione di rivolta anti-sionista
e anti-colonialista con cellule segrete.
1927
Gli ebrei che vivono in Palestina sono ora 150.000.
1928
Insurrezione di grande portata scatenata dai contadini
palestinesi: gli inglesi rispondono con una terribile
repressione che fa migliaia e migliaia di vittime.
Insurrezioni si susseguiranno senza interruzione fino alla
grande rivolta del 1936.
1929
Viene costituita l'Agenzia Ebraica al fine di favorire
l'immigrazione e la formazione di colonie ebraiche in
Palestina. Dal 1880 al 1929 gli ebrei immigrati in Palestina
sono 120.000 su circa 4 milioni di ebrei fuggiti dall'Europa
centro-orientale.
1935/36
Qassam inizia la lotta armata e viene ucciso dalle truppe
inglesi a Jenin. Gli ebrei in Palestina sono ora 355.000.
Rivolta palestinese contro l'occupazione britannica e la
crescente immigrazione ebraica. Lo sciopero generale, durato
sei mesi, si trasforma nell'estate del '36 in aperta
ribellione armata.
Al
termine della rivolta, nel'39, le vittime palestinesi
saranno 15.000.
1937
La commissione britannica presieduta da lord Peel propone la
spartizione tra ebrei e arabi della Palestina, con:
- la creazione a nord-ovest di uno stato ebraico,
- una zona comprendente Gerusalemme e Jaffa sotto dominio
britannico e
- il resto del paese riunito alla Transgiordania.
Il piano viene rifiutato dai Sionisti e dagli arabi. In
seguito a una nuova sollevazione della popolazione araba,
viene deportata la maggior parte dei suoi leader politici.
Al momento gli ebrei sono il 28% della popolazione totale.
Iniziano le azioni terroristiche dell'Irgun Zvai Leumi,
corpo paramilitare della destra sionista, fondato dal
filo-fascista Jabotinskij, contro palestinesi e britannici.
1939
Gli inglesi promettono la costituzione di uno stato
arabo-ebraico; rifiuto risoluto da parte araba.
1939/45
In Europa inizia lo sterminio sistematico degli ebrei ad
opera dei nazisti. L'Agenzia Ebraica organizza
l'immigrazione clandestina in Palestina respingendo le
limitazioni imposte dal "Libro Bianco" britannico del '39.
1944
Il gruppo terroristico ebraico "Stern", nato da una
scissione dell'Irgun, uccide Lord Moyne, ministro britannico
per il Medio Oriente.
1945
Gli ebrei residenti in Palestina raggiungono il numero di
608.000 (un numero undici volte superiore a quello del
1917), contro 1.200.000 arabi.

1946
L'Irgun fa saltare con la dinamite la segreteria generale
dell'Alto commissariato britannico a Gerusalemme (Hotel King
David), causando oltre novanta vittime.
1947
29 settembre -
La Gran Bretagna rimette il proprio mandato sulla Palestina
alle Nazioni Unite.
29 novembre - Le Nazioni Uniti approvano la
risoluzione 181 (votano a favore URSS, USA e Francia, ma gli
Stati arabi votano contro; la Gran Bretagna, la Cina ed
altri si astengono), che prevede la divisione della
Palestina in tre parti:
- uno stato ebraico sul 56% del territorio
- uno stato palestinese
- una zona internazionale che comprenda Gerusalemme e
Betlemme.
Il confine tracciato viene definito "Linea Verde".
1948
La proclamazione dello stato d'Israele è prevista per il
mese di maggio, ma i gruppi armati israeliani muovono una
violenta offensiva contro la popolazione palestinese con
l'obbiettivo di realizzarne l'espulsione dalle loro terre.
Nasce l'esercito di liberazione della Palestina, composto da
cinquemila volontari tra cui anche iracheni ed egiziani.
9 aprile - A Deir Yassin, sulla strada di
Gerusalemme, un commando dell'Irgun, diretto da Begin,
uccide duecentocinquantaquattro persone, in buona parte
bambini e vecchi.
11 maggio - I residenti palestinesi di Lydda sono
deportati a Ramallah. È la marcia della morte, con numerose
vittime. Le deportazioni di massa e l'esodo proseguono a
catena.
14 maggio - David Ben Gurion proclama, a Tel Aviv, la
nascita dello stato d'Israele, riconosciuto immediatamente
da Stati Uniti, URSS ed altri paesi. Gli israeliani
controllano, non più il 56%, bensì, il 77% del territorio.
Gerusalemme viene divisa tra Israele e Giordania: la Città
Vecchia con la parte est passa sotto il controllo della
Giordania, la parte occidentale e quella meridionale sono
sotto Israele. 150.000 palestinesi continuano a vivere in
Israele, praticamente senza diritti e sottoposti a regime
militare. Nasce anche l'esercito di Israele "Tsahal",
chiamato Forza di Difesa d'Israele (IDF), che incorpora
tutte le organizzazioni sioniste paramilitari. La Lega araba
(Siria, Iraq, Egitto e Giordania) invade il nuovo stato il
giorno stesso della sua nascita, ma sarà sconfitta.
15 luglio - Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni
Unite, ordina ad arabi e israeliani, il cessate il fuoco.
17 settembre - Viene ucciso, a Gerusalemme, il conte
Folke Bernadotte, inviato delle Nazioni Unite per la
trattativa di mediazione nel conflitto arabo-israeliano.
Ventitre anni dopo, Baruch Nadel, che nel '48 era capo del
controspionaggio del gruppo "Stern", ammette di aver
organizzato quell'attentato, allo scopo di far fallire il
tentativo di mediazione dell'ONU.
11 dicembre - Le Nazioni Unite votano la risoluzione
194 che chiede il ritorno a casa, o un indennizzo, per i
quasi 800.000 palestinesi espulsi dalle loro terre.
1949
11 Maggio -
Israele, grazie alla risoluzione 273, diventa membro delle
Nazioni Unite.
8 dicembre - L'ONU costituisce l'Ufficio di Soccorso
e di Lavoro delle Nazioni Unite per i profughi di Palestina
(UNRWA) e decreta l'internazionalizzazione di Gerusalemme.
Nel corso dell'anno, vengono rasi al suolo 387, su 475,
cittadine e villaggi palestinesi nel territorio israeliano.
Un milione di palestinesi, costretti ad abbandonare le loro
terre, si riversano a Gaza, in Cisgiordania e Libano, nei
campi profughi.
Gli ebrei, in Palestina, sono già un milione.
1950
24 Aprile -
Annessione della Cisgiordania da parte della Giordania,
mentre l'Egitto prende il controllo della Striscia di Gaza.
Israele promulga la "Legge del Ritorno" che consente ad ogni
ebreo, con una semplice domanda di acquisire la nazionalità
israeliana e di trasferirsi in Israele.
1953
Gli ebrei sono 1.500.000.
Continua tensione al confine fra Israele e Giordania.
14 Ottobre - Il comandante Ariel Sharon guida
un'azione militare contro il villaggio palestinese in
Cisgiordania di Kibya che porterà all'uccisione di 53
abitanti.
1954
L'Egitto concede ai palestinesi un'ampia autonomia nel
governo della Striscia di Gaza.
1956
26 luglio -
Il neopresidente egiziano, Nasser, nazionalizza la Compagnia
del canale di Suez (che fin dalla sua apertura, nel 1896,
apparteneva a una compagnia anglo-francese) e proibisce il
transito delle navi israeliane.
23 ottobre - Gran Bretagna, Francia ed Israele
firmano gli accordi segreti di
Sèvres contro l'Egitto.
29 ottobre/6 novembre - Truppe israeliane entrano via
terra in Egitto, mentre paracadutisti franco-britannici
tentano di occupare la zona del canale: è la cosiddetta
"guerra di Suez".
Durante la guerra di Suez reparti dell'esercito israeliano
compiono numerosi massacri: a Qalqilyia (10/11 ottobre), a
Kafr Qasem (19 ottobre e il 29 ottobre), a Khan Yunes e a
Gaza viene ritrovata una fossa comune con 39 corpi, ma il
sindaco denuncia la scomparsa di 700 persone.
24 dicembre - Le forze franco-britanniche lasciano
l'Egitto (a causa della forte reazione egiziana, delle
minacce sovietiche e della condanna dell'ONU e degli USA),
Israele lo farà solo nel marzo del '57.
1959
Al-Fatah, che aveva cominciato ad organizzarsi
clandestinamente a Gaza nel 1956, pubblica il primo numero
del suo bollettino ufficiale "La nostra Palestina".
1964
28 maggio -
Nasce a Gerusalemme l'Organizzazione per la Liberazione
della Palestina (OLP), che viene accolta nella Lega Araba.
1965
1 ° gennaio -
Il gruppo militare di Al-Fatah lancia la prima delle sue
azioni contro Israele.
1966
13 novembre -
Il più grave incidente dalla guerra del 1956. Israele
attacca il villaggio palestinese di Al-Samua in
Cisgiordania, a sud di Hebron. I morti sono 18, i feriti 50
e 125 case rase al suolo.
25 novembre - Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU
adotta una risoluzione che condanna Israele per l'attacco di
Al-Samua.

1967
Grave tensione in tutto il Medio-Oriente, Egitto e Siria
denunciano pubblicamente i preparativi militari di Israele.
Il leader egiziano Nasser dichiara di voler chiudere il
Canale di Suez alle navi che riforniscono Israele.
maggio - Il Cairo chiede il ritiro delle truppe ONU,
occupa le zone smilitarizzate nel'57 e blocca il golfo di
Aqaba. A fine maggio Iraq e Giordania entrano a far parte
del patto militare siriano-egiziano. Con il pretesto di
difendersi dall'accerchiamento arabo Israele lancia un
fulmineo attacco, reagisce con una guerra lampo, passata
alla storia come "guerra dei sei giorni".
5 giugno - Alle ore sette l'aviazione israeliana
entra in azione distruggendo a terra il 90% dell'aviazione
di tutti i paesi arabi.
10 giugno - Israele ha già completato l'occupazione
del Sinai egiziano, della Striscia di Gaza, delle
alture del Golan siriane, della Cisgiodania e di Gerusalemme
araba.
28 giugno - Israele decide il passaggio di
Gerusalemme Est sotto la legislazione, la giurisdizione e
l'amministrazione israeliana.
8 agosto - Viene indetto uno sciopero generale di
massa della popolazione araba di Gerusalemme contro
l'annessione.
22 novembre - Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU vota
la risoluzione 242, che chiede il ritiro di Israele dai
Territori Occupati, il rispetto di confini sicuri e la
soluzione del dramma dei profughi.
11 dicembre - Nasce ad Amman il Fronte Popolare di
Liberazione della Palestina.
Un mese dopo la guerra i profughi palestinesi sono già 100
mila, ma diventeranno in breve 300 mila, perché Israele
inizia subito la politica di insediamento dei coloni.
1968
Attriti con Egitto e Giordania sono causa di incidenti sui
confini.
21 marzo - brillante vittoria dei combattenti
palestinesi; gli israeliani tentano di impadronirsi della
città giordana di Karameh (sulla sponda est del fiume
Giordano).
Vengono
respinti subendo pesanti perdite.
1969
Continuano gli incidenti di frontiera. Azioni militari
sporadiche degli egiziani lungo il canale di Suez.
4 febbraio - Yasser Arafat è eletto presidente
dell'OLP.
22 febbraio - Nasce il Fronte Democratico per la
Liberazione della Palestina.
3 marzo - La Commissione ONU per i diritti umani
condanna Israele per "le continue violazioni dei diritti
umani" nei territori occupati.
3 luglio - Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU
dichiara nulle le misure prese da Israele per modificare lo
stato di Gerusalemme.
20 ottobre/1° novembre - Truppe libanesi si scontrano
con contingenti militari dell'OLP. In seguito, con la
mediazione egiziana, la resistenza palestinese viene
ufficialmente autorizzata a restare in Libano.
1970
Il "Fronte Popolare di Liberazione della Palestina" (FPLP),
porta a termine una serie di dirottamenti aerei, che provoca
l'espulsione dei suoi dirigenti dal Comitato Centrale dell'
OLP.
febbraio - iniziano gravi scontri tra l'OLP ed
esercito giordano, che continueranno per tutto l'anno.
15/25 settembre - È l'anno del "settembre nero". Re
Hussein di Giordania, impaurito dalla presenza e
dall'organizzazione della resistenza palestinese nel suo
territorio, sferra contro questa un pesante attacco
militare, che provoca più di 4.500 morti e di 10.000 feriti.
Si giunge ad una tregua grazie alla mediazione di Nasser,
ciononostante, la resistenza palestinese è costretta a
lasciare la Giordania ed a spostarsi in Libano.
1971
Nascono le "Pantere Nere" israeliane, un'organizzazione che
si batte per il riconoscimento dell'uguaglianza di diritti
tra ebrei provenienti dai paesi arabi (cosiddetti
"sefarditi"), ebrei provenienti dall'occidente
("askhenaziti") ed ebrei provenienti dall'Europa orientale.
1972
Vengono compiute numerose azioni da parte di diversi gruppi
della resistenza palestinese.
maggio - Tre giapponesi arruolati nella resistenza
palestinese, compiono un attentato all'aeroporto di Tel
Aviv, 28 i morti e 90 i feriti.
8 luglio - Per rappresaglia, il Mossad (servizio
segreto israeliano), uccide a Beirut Ghassan Kanafani
(intellettuale di spicco, scrittore ed artista palestinese,
uno dei fondatori del FPLP) e la sua nipotina di undici
anni.
5/6 settembre - L'organizzazione palestinese
Settembre Nero attacca la delegazione israeliana ai Giochi
Olimpici di Monaco, rimangono uccisi diversi atleti.
16 ottobre - Il Mossad uccide Wael Zuaitar,
rappresentante dell'OLP a Roma.
8 dicembre - Cade Mahmud Hamshari, rappresentante
dell'OLP a Parigi, e morirà il 9 gennaio.
1973
30 aprile/12 maggio -
Scontri tra esercito libanese e "fedayyn" (guerriglieri
palestinesi per lo più residenti in Libano).
6 ottobre - Quarta guerra arabo-israeliana passata
alla storia come "Guerra del Kippur". Egitto e Siria
lanciano un attacco coordinato a sorpresa per riconquistare
i territori perduti nella guerra del 1967. Dopo alcune
sconfitte iniziali gli Israeliani riprendono il controllo
della situazione e contrattaccano.
16 ottobre - Le truppe israeliane attraversano il
canale di Suez.
22 ottobre - L'ONU adotta la risoluzione 338 che
impone un cessate il fuoco, accettato dalle parti. In realtà
Israele continua la controffensiva e solo dopo minacce
dell'URSS si ferma l'11 novembre.
26/28 novembre - Al vertice dei paesi arabi di Algeri
l'OLP è riconosciuto come legittimo rappresentante del
popolo palestinese.
21 dicembre - Apertura della Conferenza di pace di
Ginevra.
Le azioni della guerriglia palestinese proseguono.
1974
14 ottobre -
L'OLP viene invitato dall'ONU, come rappresentante del
popolo palestinese, a partecipare al dibattito sulla
questione palestinese.
25 ottobre - L'OLP viene ammessa in qualità di
"osservatore" alla Conferenza Generale dell'UNESCO
7 novembre - La Commissione Culturale dell'UNESCO,
con una risoluzione, decide di sospendere gli aiuti che
fornisce ad Israele, per la sua persistenza a modificare il
carattere storico della città di Gerusalemme.
13 novembre - Arafat, presidente dell'OLP, parla
all'ONU pronunciandosi a favore di un unico stato
democratico che riunisca ebrei, cristiani e musulmani.
Il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese
viene riconosciuto per la prima volta dalle Nazioni Unite,
con la risoluzione dell'Assemblea Generale n. 3236.
1975
13 aprile -
Le milizie falangiste cristiano-maronite uccidono oltre
cento tra operai e combattenti
palestinesi. Inizia la guerra civile libanese perché le
milizie delle forze progressiste si schierano con l'OLP.
10 novembre - L'ONU stabilisce il sionismo è una
forma di razzismo.
2 dicembre - Israele bombarda il sud del Libano per
"rappresaglia preventiva".
1976
marzo -
Le autorità israeliane confiscano vasti terreni appartenenti
a palestinesi residenti nei Territori occupati nel 1948.
Grande mobilitazione popolare di protesta brutalmente
repressa dall'esercito israeliano. A Sakhneen, un villaggio
della Galilea, viene compiuto l'ennesimo massacro contro la
popolazione palestinese. Da allora questo tragico evento
viene commemorato ogni anno il 30 marzo come "Giornata della
Terra".
12 agosto - Tal Al Zatar, quartiere e campo
palestinese di Beirut, cade dopo sette settimane d'assedio:
vengono massacrati tra i duemila e i tremila palestinesi.
Gli attaccanti sono i falangisti e i siriani. Poco dopo,
Sharon rivela che, a coordinare gli attaccanti, c'erano
ufficiali israeliani.
1977
Un gruppo di ufficiali israeliani chiede la pace e la fine
degli insediamenti ebraici in Palestina.
6 novembre - Israele deporta il vescovo
greco-cattolico di Gerusalemme, Hylarion Capucci, arrestato
qualche anno prima per i suoi rapporti con la resistenza
palestinese.
19 novembre - Per la prima volta nella storia un
presidente di un paese arabo si reca in visita ufficiale in
Israele: è il presidente egiziano Sadat, che incontra in
Israele il primo ministro Begin.
1978
14 marzo -
Israele invade il sud del Libano.
6 novembre - Si apre il vertice di Camp-David, negli
Stati Uniti, fra le delegazioni statunitensi, israeliane ed
egiziane.
17 settembre - A Camp-David viene firmato un accordo
di pace, che comprende due documenti: il primo, intitolato
"Accordo quadro per la conclusione della pace fra Egitto ed
Israele" prevede il ritiro di Israele dalla penisola del
Sinai (portato poi a termine solo cinque anni dopo) e la
normalizzazione delle relazioni fra i due paesi e un secondo
documento "Accordo quadro per la pace in Medio Oriente"
molto generico che prevede la concessione di una non meglio
definita autonomia a Gaza e in Cisgiordania per un periodo
transitorio di cinque anni.
II mondo
arabo respinge l'accordo.
1980
Continuano gli attentati del Mossad contro esponenti
palestinesi.
13 giugno - La CEE, a Venezia, condanna gli
insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gaza e
l'annessione forzata di Gerusalemme.
30 luglio - Il parlamento d'Israele approva la "legge
fondamentale" che proclama Gerusalemme "unita e nella sua
interezza, capitale di Israele".
20 agosto - Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU
approva la Risoluzione n. 478, con la quale ribadisce che
"l'acquisizione di territori con la forza è inammissibile"
censurando l'approvazione della "legge fondamentale" da
parte di Israele, considerandola una netta violazione del
diritto internazionale.
1981
aprile -
Gli israeliani bombardano Tiro e Sidone.
17 giugno - Bombardano l'impianto nucleare iracheno
di Tamuz, presso Bagdad.
17 luglio - Bombardano Beirut: i morti sono più di
trecento.
6 ottobre - Viene ucciso, al Cairo, il presidente
Sadat ad opera della Jihad Islamica.
9 ottobre - Cade, a Roma, Majd Abu Sharar,
funzionario dell'OLP.
14 dicembre - Israele annette le Alture del Golan,
appartenenti alla Siria.
1982
marzo/ aprile -
Israele sospende sindaci e consigli comunali palestinesi.
11 aprile - Un soldato israeliano, seguace del
rabbino razzista Meir Kahane, entra nella Moschea della
Roccia a Gerusalemme aprendo il fuoco contro i fedeli
mussulmani, uccidendone due e ferendone una trentina. Segue
un'ondata di protesta in tutti i Territori Occupati.
3 giugno - A Londra un attentato contro
l'ambasciatore israeliano è rivendicato dal gruppo di Abu
Nidal, da tempo sconfessato e condannato a morte da Arafat.
4 giugno - Inizia l'operazione: "Pace in Galilea".
Viene sferrata da Israele e dalle truppe loro alleate
cristiano-maronite, un'offensiva militare contro il Libano e
l'OLP. In ottanta giorni di battaglia, si contano tra le
30.000 e le 40.000 vittime palestinesi e libanesi. Beirut
rimane divisa in due parti per tutta la durata del
conflitto.
6 luglio - Un gruppo di riservisti israeliani si
oppone al proseguimento della guerra.
17 luglio - Viene ucciso, a Roma, Kamal Hussein,
rappresentante dell'OLP.
30 agosto - I combattenti palestinesi abbandonano il
Libano e il quartier generale dell'OLP viene trasferito a
Tunisi. Gli USA promettono di tutelare la sicurezza della
popolazione civile palestinese dei campi profughi.
14 settembre - Massacro di Sabra e Chatila: razzi
israeliani illuminano a giorno i due campi profughi a
Beirut, consentendo ai falangisti di massacrare per tre
giorni consecutivi la popolazione palestinese e libanese
inerme. Le vittime ufficiali sono 1.319, ma in realtà
all'appello mancano più di 3.000 persone.
25 settembre - A Tel Aviv, si svolge una delle più
grandi manifestazioni di ebree ed ebrei, contro il massacro
e per la pace: scendono in piazza più di 4.000 persone.
1984
L'esercito israeliano è costretto dalla Resistenza
Palestinese a ritirarsi per la prima volta da una parte dei
territori occupati nel sud del Libano.
1985
1° ottobre -
Gli israeliani compiono un raid aereo su Tunisi, radendo al
suolo il quartier generale dell'OLP. Sotto le bombe, muoiono
75 persone.
29 dicembre - Un commando palestinese assalta gli
uffici della Compagnia di bandiera israeliana "El Al",
all'aeroporto italiano di Fiumicino, facendo 13 morti e 67
feriti.
1986
14 aprile -
Si svolge, ad Hebron, una grande manifestazione per la pace,
con la partecipazione congiunta di organizzazioni
palestinesi ed israeliane.
6 agosto - Il governo israeliano vieta qualsiasi
incontro tra israeliani e membri dell'OLP.
1987
5 gennaio -
Si svolge una manifestazione di studenti all'università
ebraica di Gerusalemme in solidarietà con gli studenti arabi
dell'università di Bir Zeit, che ad aprile verrà serrata per
quattro mesi.
9 dicembre - In seguito all'uccisione di quattro
operai palestinesi, travolti da un automezzo israeliano
mentre viaggiavano su due taxi collettivi, scoppia la
rivolta nella Striscia di Gaza: è l'inizio della "Prima
Intifada", la "rivolta delle pietre". Il termine "Intifada"
(in arabo "l'atto di scuotersi di dosso") indica la
resistenza palestinese all'occupazione israeliana. Comprende
forme di disubbidienza civile, auto-organizzazione a livello
economico-sociale-sanitario-scolastico ecc., manifestazioni
di protesta e varie modalità di rifiuto della presenza
dell'occupazione israeliana.
dicembre - Ariel Sharon s'impossessa di un'antica
palazzina nel cuore della parte araba della Città Vecchia
(Gerusalemme).
1988
31 luglio -
La Giordania rinuncia alle proprie pretese politiche ed
amministrative sulla Cisgiordania.
15 novembre - Ad Algeri l'OLP pronuncia ufficialmente
la "Dichiarazione di Indipendenza della Palestina", con il
riconoscimento di Arafat come presidente.
1989
13 aprile -
L'esercito israeliano attacca in piena notte e compie un
massacro nel villaggio palestinese Nahalin.
16 aprile - Un commando del Mossad (il servizio
segreto israeliano) uccide a Tunisi Abu Jihad, membro
dell'organo direttivo dell'OLP.
1990
20 maggio -
Un colono israeliano uccide otto operai palestinesi mentre
attendevano l'autobus a Ein Al Qara. Seguono rivolte
represse dall'esercito che uccide altri sette palestinesi.
8 ottobre - Il movimento fondamentalista ebraico "I
fedeli del Monte del Tempio" avvia, con la posa simbolica
della prima pietra, la ricostruzione del Terzo Tempio sulla
Spianata delle Moschee a Gerusalemme. La rabbia dei
palestinesi esplode e l'esercito israeliano irrompe nella
moschea di Al Aqsa, causando 22 morti e oltre 150 feriti.
13 ottobre - Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU vota,
all'unanimità, una dura condanna per l'eccidio, rinnovando
l'accusa ad Israele di continua violazione del diritto
internazionale.
1991
Altri due leader dell'OLP vengono uccisi a Tunisi: Abu Iyad
e Abu Alhol.
30 ottobre - Cerimonia d'inizio della "Conferenza di
Madrid", negoziato arabo-israeliano voluto dagli Stati
Uniti.
1992
16 dicembre -
Deportazione da parte di Israele di 417 palestinesi nel sud
del Libano, con l'accusa di essere militanti
dell'organizzazioni palestinesi Hamas e Jihad Islamica.
1993
luglio -
Nuova offensiva israeliana nella fascia di sicurezza nel sud
del Libano, che provoca la distruzione di una ottantina di
villaggi e l'esodo di un migliaio di profughi.
9 settembre - Riconoscimento reciproco epistolare tra
OLP e Stato d'Israele.
13 settembre - A Washington, Arafat e Rabin firmano
la "Dichiarazione di principio su accordi transitori di
autonomia", noti come "Accordi di Oslo", che contempla: - un
auto-governo palestinese nella Striscia di Gaza e nella zona
Gerico; - un ridispiegamento dell'esercito israeliano nei
Territori Occupati; - la costituzione di un corpo di polizia
palestinese; - una serie di progetti di cooperazione
economica e di sfruttamento delle risorse idriche. Invece le
questioni di Gerusalemme, dei profughi, delle colonie, della
sicurezza, delle frontiere, delle relazioni e della
cooperazioni con i paesi vicini vengono rinviate ai
negoziati sullo status finale.
30 dicembre - Accordo diplomatico tra Israele e lo
Stato del Vaticano per il reciproco riconoscimento, con
apertura di piene relazioni diplomatiche dal 15 maggio 1994.
1994
Ritardi nell'applicazione degli Accordi di Oslo.
25 febbraio - Ad Hebron, all'interno della Tomba dei
Patriarchi, durante l'ora della preghiera mattutina, viene
compiuto un sanguinoso massacro, ad opera di un commando di
coloni ebrei del movimento Kach, guidati da Baruch
Goldstein, con la complicità dell'esercito israeliano. I
morti sono più di 70 e i feriti più di 300. Nelle
manifestazioni che ne seguono, nei giorni successivi,
vengono uccisi altri 22 palestinesi e a Hebron viene
dichiarato lo stato d'assedio.
29 aprile - Palestinesi e israeliani firmano a Parigi
un accordo di collaborazione economica.
4 maggio - Accordo del Cairo: viene firmato il piano
per l'autonomia della Striscia di Gaza e della zona di
Gerico.
13 maggio - L'esercito israeliano lascia Gerico.
18/19 maggio - L'esercito israeliano abbandona la
Striscia di Gaza.
1° luglio - Il presidente dell'OLP, Arafat fa il suo
ingresso a Gaza, dall'esilio.
25 luglio - Fine dello stato di belligeranza fra
Israele e Giordania
ottobre - Instaurazione di relazioni ufficiali
bilaterali fra lo Stato del Vaticano e l'OLP.
14 ottobre - Arafat, Rabin e Peres vengono insigniti
a Stoccolma del premio Nobel per la Pace.
26 ottobre - Firma del trattato di pace tra lo Stato
d'Israele e il Regno Hashemita di Giordania.
1995
24 settembre -
Accordo di Taba, i cui risultati vengono poi ratificati a
Washington il 28.
28 settembre - Arafat e Rabin firmano a Washington,
alla presenza di Clinton, Mubarak e di Re Hussein, l'Accordo
Oslo II (accordo ad interim israeliano-palestinese sulla
Cisgiordania e sulla Striscia di Gaza), che prevede il
ridispiegamento dell'esercito israeliano in Cisgiordania,
che verrebbe divisa in tre aree: Area A (circa il 3% del
territorio e il 20% della popolazione) sotto il totale
controllo dell'ANP, Area B (il 27% del territorio e il 68%
della popolazione) controllata in modo congiunto dalle forze
israeliane e palestinesi e Area C (il rimanente 70% del
territorio composto dalle zone rurale non abitate, dagli
insediamenti israeliani e dalle aree d'importanza
strategica) sotto il totale controllo israeliano. Sono
rinviate a data da stabilirsi le questioni relative a:
Gerusalemme, profughi, colonie, sicurezza, frontiere,
relazioni e cooperazioni con i paesi vicini, ma a non più
tardi del 4 maggio '96.
4 novembre - Yitzhak Rabin viene ucciso nel corso di
una manifestazione del Partito Laburista a Tel Aviv, dallo
studente Yigal Amir, fondamentalista ebreo che ci rifaceva
alle idee del rabbino Meir Kahane.
1996
20 gennaio -
Elezioni palestinesi dei due organi principali dell'Autorità
Nazionale: il presidente ed il Consiglio dell'Autonomia.
Yasser Arafat viene eletto Presidente dell'Autorità
Nazionale Palestinese e la sua organizzazione, Al-Fatah,
conquista due terzi degli 80 seggi del Consiglio Legislativo
Palestinese.
11 aprile - Inizia la "Operazione Furore" dell'IDF
nel sud e nell'est del Libano, che provoca più di 400.000
profughi.
18 aprile - Gli aerei israeliani bombardano presso
Kana (vicino a Tiro) la base del contingente di pace ONU
delle Isole Fiji, che ospitava civili libanesi in fuga dai
bombardamenti. Vengono uccisi 102 civili. Le forze di
interdizione ONU in Libano dichiarano di aver chiesto
ripetutamente la sospensione dell'attacco.
5 maggio - Si aprono a Taba i negoziati di pace
israelo-palestinese sullo statuto definitivo della
Cisgiordania e della Striscia di Gaza che vedono sul tappeto
tutte le questioni più spinose (Gerusalemme, le frontiere,
il ritorno dei profughi, le colonie, lo Stato Palestinese).
Il negoziato viene subito sospeso in attesa dei risultati
delle elezioni anticipate in Israele.
24/29 settembre - La provocatoria apertura, da parte
della municipalità ebrea di Gerusalemme, di un tunnel sotto
la Spianata delle Moschee scatena scontri con l'esercito
israeliano. Sulla Spianata delle Moschee gli israeliani si
esercitano al "tiro al palestinese" uccidendo tre persone e
ferendone più di dieci. Gli scontri fra palestinesi ed
esercito israeliano dilagano anche nel resto dei Territori
Occupati. Alla fine i morti tra i palestinesi sono 76.
9 ottobre - Prima visita ufficiale di Yasser Arafat
in Israele, il presidente palestinese viene accolto
solennemente da Ezer Weizman.
1997
27 febbraio -
In violazione degli accordi di Oslo, Israele annuncia la
costruzione di un nuovo insediamento ebraico sulle colline
di Har Homa, nella parte araba occupata di Gerusalemme. I
Gli Stati Uniti si oppongono con il veto a una risoluzione
del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiede ad
Israele di abbandonare la costruzione di questa nuova
colonia.
18 marzo - Iniziano i lavori per la costruzione
dell'insediamento.
25 aprile - L'Assemblea Generale dell'ONU approva una
risoluzione di severa censura nei confronti di Israele per
il nuovo insediamento.
1° ottobre - Sotto la pressione della Giordania,
Israele libera, con altri 35 prigionieri palestinesi, Sheikh
Ahmed Yassin, il leader spirituale di Hamas, che viene
accolto a Gaza come un eroe il 6 ottobre.
La
Giordania
in cambio rilascia due agenti del Mossad.
1998
21 giugno -
Il governo israeliano ratifica il progetto "Grande
Gerusalemme" proposto da Nétanyahu. Il progetto prevede la
trasformazione delle colonie alla periferia di Gerusalemme
in modo da realizzare una grande Gerusalemme che da sola
coprirebbe il 20% del territorio cisgiordano.
7 luglio - L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite
eleva lo statuto della delegazione palestinese a quello di
super-osservatore.
13 luglio - Il Consiglio di Sicurezza chiede ad
Israele di abbandonare il progetto "Grande Gerusalemme".
23 ottobre - "Accordo di Wye Plantation": l'Autorità
Palestinese dovrà recuperare entro 3 mesi un ulteriore13%
del territorio della Cisgiordania (1% nella Area A, cioè a
piena sovranità palestinese, e 12% nella Area B, cioè a
sovranità condivisa con gli israeliani). Tutto ciò in cambio
della repressione dei movimenti ostili al processo di pace e
con la CIA come supervisore del piano di lotta al
terrorismo.
24 novembre - Inaugurazione dell'aeroporto
internazionale palestinese di Rafah/Gaza.
14/15 dicembre - Clinton è il primo presidente
statunitense a visitare la Palestina ed insieme ad Arafat
partecipa ai lavori del Consiglio Nazionale Palestinese,
dove il presidente palestinese abroga la clausola dello
Statuto Palestinese che prevede la distruzione di Israele.
18
dicembre -
Il governo israeliano sospende l'applicazione dell'Accordo
Wye Plantation.
1999
25 marzo -
Meeting a Berlino, i ministri degli esteri dell'Unione
Europea proclamano il diritto permanente e senza restrizioni
dei palestinesi all'autodeterminazione, compresa la
possibilità di uno stato.
17 maggio - Elezioni politiche in Israele. Il
candidato laburista, Ehud Barak, batte il leader del Likud,
Binyamin Netanyahu.
4/5 settembre - A Sharm el-Sheik, Arafat e B
2000
15 febbraio -
Firma in Vaticano di Arafat con la Santa Sede di un accordo
che rappresenta da una parte un pieno riconoscimento
dell'Autorità Nazionale Palestinese e dall'altra la ricerca
di uno statuto giuridico della Chiesa Cattolica nei
territori palestinesi.
21/26 marzo - Papa Giovanni Paolo II è in visita a
Gerusalemme e in Palestina.
17/31 maggio - L'esercito israeliano si ritira dal
sud del Libano, con largo anticipo sulla data prevista (il 7
luglio 2000) e lascia vuota la fascia di sicurezza.
L'Esercito del Libano del Sud si dissolve con la partenza
degli israeliani. Migliaia di libanesi si riversano nelle
zone rimaste sotto occupazione israeliana per quasi 20 anni.
Hezbollah conquista forti simpatie nel mondo arabo per la
sua lotta decennale che ha contribuito alla liberazione del
Libano del Sud.
11/26 luglio - Vertice a Camp David (con Barak,
Arafat e Clinton) sullo status finale della Cisgiordania e
della Striscia di Gaza, si chiude senza nessun accordo.
28 settembre - La visita provocatoria del leader del
Likud, Ariel Sharon (uno dei responsabili del massacro di
Sabra e Chatila), alla Spianata delle Moschee a Gerusalemme
(terzo luogo santo dell'Islam) scatena dimostrazioni
palestinesi violentemente represse dalla polizia israeliana,
che si estendono nel giro di pochi giorni in Cisgiordania e
nella Striscia di Gaza.
30 settembre - L'Autorità Nazionale Palestinese
chiede una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite per
determinare la responsabilità degli scontri di Al-Aqsa.
1° ottobre - La rivolta si estende fra i palestinesi
dei Territori del '48, specialmente in Galilea (nel nord di
Israele), indicendo uno sciopero generale. La polizia
israeliana interviene con la forza.
2 ottobre - Israele cerca di reprimere la rivolta:
elicotteri lanciano missili a Gaza e carri armati sparano a
Ramallah, in Cisgiordania. Il segretario di stato USA
Madeleine Albright chiede a entrambe le parti di riprendere
il controllo della situazione. A Parigi, Jacques Chirac,
riferendosi ad Ariel Sharon, pur senza nominarlo, condanna
"l'irresponsabile provocazione che ha scatenato una
prevedibile esplosione".
7 ottobre - La risoluzione 1322 del Consiglio di
Sicurezza dell'ONU condanna "l'uso eccessivo della forza
contro i palestinesi".
8 ottobre - 200 residenti della parte ebraica della
città di Nazareth attaccano i palestinesi ivi residenti. La
televisione israeliana Channel One lo definisce un progrom.
9 ottobre - Nella notte tra domenica e lunedì, coloni
ebraici attaccano parecchi suburbi arabi di Gerusalemme Est.
11 ottobre - Dall'inizio della rivolta, ormai nota
come "Intifada di Al-Aqsa" più di 100 palestinesi sono stati
uccisi e oltre 2.000 feriti. Secondo fonti ufficiali
israeliane, 6 ebrei sono stati uccisi (3 militari e 3
civili).
16 ottobre - Meeting a Sharm el-Sheikh, sul Mar
Rosso. Oltre ad Arafat e Barak, vi partecipano il presidente
USA Bill Clinton, il segretario generale delle Nazioni Unite
Kofi Annan, il presidente egiziano Hosni Moubarak, il re
Abdallah di Giordania e il rappresentante dell'Unione
Europea per la politica estera, Javier Solana. I palestinesi
ripetono la loro richiesta di una commissione internazionale
d'inchiesta per determinare le responsabilità della crisi,
mentre Israele rimane rigidamente contraria ad ogni
inchiesta internazionale.
17 ottobre - Termina il summit di Sharm el-Sheikh.
L'accordo è infine trovato su tre punti: fine della
violenza, costituzione di una commissione di inchiesta sugli
scontri (la Commissione Mitchell) e ripresa dei negoziati
del processo di pace. Israele accetta di togliere la
chiusura della Cisgiordania e Gaza e la nomina di una
commissione internazionale di inchiesta, purché i membri
siano designati dal presidente degli Stati Uniti e dal
segretario generale delle Nazioni Unite.
20 ottobre - L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite
approva una risoluzione che condanna "l'uso eccessivo della
forza" da parte di Israele contro i civili palestinesi.
21-22 ottobre - Intanto, la rivolta continua a Gaza e
in Cisgiordania e l'esercito israeliano continua a
reprimere. Il conto dei morti è di 127 palestinesi e 8
israeliani.
24 ottobre - Scontri al confine con la Giordania dove
una marcia di profughi palestinesi, rivendicando il loro
"diritto al ritorno", cerca di sfondare il posto di
frontiera.
9 novembre - Elicotteri israeliani attaccano un'auto
con a bordo due esponenti di Tanzim uccidendone uno e
ferendo gravemente l'altro. Nell'attacco perdono la vita
anche due donne palestinesi che si trovavano casualmente nei
pressi della zona dell'attacco. È il primo "attacco mirato"
per eliminare i leader della nuova Intifada.
28 dicembre - In un summit a Sharm al-Sheikh, Barak,
Arafat, Clinton e Mubarak tentano un accordo di pace
permanente. Israele rifiuta la sovranità palestinese sulla
Spianata delle Moschee a Gerusalemme e i palestinesi
rifiutano di rinunciare al principio del "diritto al
ritorno".
Il
summit fallisce.
2001
8 gennaio -
Più di 100.000 israeliani manifestano contro l'eventualità
di una concessione di una parte di Gerusalemme ai
palestinesi.
21/27 gennaio - Palestinesi e Israeliani si ritrovano
a Taba in Egitto per raggiungere un accordo di pace entro 10
giorni. I colloqui terminano con un nulla di fatto.
6 febbraio - Ariel Sharon è eletto primo ministro di
Israele.
7 marzo - Sharon vara un governo di unità nazionale a
cui partecipano i laburisti: Shimon Peres diviene ministro
degli esteri.
9 marzo - Il nuovo governo israeliano intensifica la
politica di chiusura e di isolamento delle zone controllate
dall'Autorità Nazionale Palestinese. Numerose strade vengono
bloccate dall'esercito israeliano che scava dei fossati per
renderle inagibili per i palestinesi. Le manifestazioni di
protesta vengono represse con l'uso di armi da fuoco.
27 marzo - Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni
Unite, gli USA pongono il veto ad una risoluzione che
prevede il dispiegamento di osservatori ONU per la tutela
della popolazione palestinese.
11 aprile - Prima azione militare diretta dentro le
zone dell'Autonomia Palestinese. Truppe israeliane attaccano
nella Striscia di Gaza la città palestinese di Khan Yunis,
considerata "Area A" controllata dall'ANP. Con una vasta
operazione, distruggono più di 25 case e baracche.
14 aprile - Violenti scontri tra l'esercito
israeliano e i guerriglieri Hezbollah nella zona delle
"Fattorie Shebaa". Da quando Israele si è ritirata (nel
maggio 2000) dal sud del Libano, questa è l'ultima parte
rimasta ancora sotto la loro occupazione.
16 aprile - Israele attacca con un raid aereo la
stazione radar Dahr al-Baidar, a est di Beirut. Era dal 1982
che Israele non colpiva le forze armate siriane in Libano.
16/17 aprile - L'esercito israeliano invade la
Striscia di Gaza, occupa la zona di Beit Hanoun e dividendo
con barriere la Striscia in tre settori.
30 aprile - Il rapporto Mitchell (Comitato
internazionale, presieduto dal senatore statunitense George
Mitchell, incaricato nell'ottobre 2000 di accertare le cause
della violenza) chiede il congelamento dell'espansione degli
insediamenti e la sospensione della cattura di attivisti
palestinesi per mettere fine a otto mesi di violenza.
fine maggio - Sharon viene accusato, a Bruxelles dal
Tribunale dell'Aja, di crimini di guerra e di violazione dei
diritti umani.
27 agosto - Il segretario del Fronte Popolare per la
Liberazione della Palestina, Abu Ali Mustafa, viene ucciso
da due missili israeliani a Ramallah.
17 settembre - Gerusalemme Est, occupata da Israele
nel 1967, è ormai di fatto separata dal resto della
Cisgiordania. Israele sta creando una "zona cuscinetto"
fortemente militarizzata tra Gerusalemme e Ramallah.
26 settembre - Israele crea un'analoga "zona
cuscinetto" militarizzata lungo la "linea verde" che si
estende fino alle città autonome di Tulkarem e Qalqilya.
7 ottobre - Vengono inaugurati tre nuovi
insediamenti: due in Cisgiordania e uno nella Striscia di
Gaza.
17 ottobre - Il ministro del turismo del governo
Sharon, Rehavam Ze'evi, noto sostenitore della politica di
'trasfer' dei palestinesi verso i paesi arabi, viene ucciso
da un commando del Fronte Popolare per la Liberazione della
Palestina.
1° novembre - Il Procuratore generale statunitense,
John Ashcroft, inserisce nell'elenco dei 46 gruppi che il
Dipartimento di Stato definisce "organizzazioni
terroristiche", anche le "Brigate Martiri di Al-Aqsa",
dell'area di Al-Fatah.
5 novembre - Il governo Sharon approva la costruzione
di Beer Milka, il primo di una serie di piccoli insediamenti
che sorgeranno nell'area di Halutza, a est di Gaza.
19 novembre - Sharon autorizza la costruzione di
dodici nuove case nell'insediamento ebraico all'interno
della città di Hebron.
21 novembre - Il capo della polizia israeliana di
Gerusalemme, Micky Levy, intervenendo alla Knesset chiede
l'appoggio dei deputati per la costruzione di un muro di 11
chilometri, con filo spinato e posti di blocco, per dividere
i nuovi quartieri ebraici di Gerusalemme dai quartieri
palestinesi.
4 dicembre - Diventa una prassi consolidata l'uso da
parte di Israele di elicotteri Apache e di caccia F-16 nei
Territori Occupati per colpire qualsiasi presunto obiettivo:
le infrastrutture dell'ANP, i campi profughi, sedi
politiche, ecc. Reso inagibile dai bulldozer israeliani
l'aeroporto internazionale di Gaza, già pesantemente
bombardato. Arafat è bloccato e assediato nel suo quartier
generale a Ramallah.
13 dicembre - Rasa al suolo con missili dagli
elicotteri, bulldozer e dinamite, la sede della
radio-televisione di Ramallah "Voce della Palestina" che è
nata 63 anni fa ed era dal 1993 portavoce dell'ANP.
20 dicembre - Negli ultimi 14 mesi l'esercito
israeliano ha ucciso 924 palestinesi e ferito altri 25.000,
dei quali 2.000 sono rimasti permanentemente invalidi.
21 dicembre - Sharon vieta ad Arafat di recarsi a
Betlemme la notte di Natale per assistere, come ha sempre
fatto fin dal 1994, alla messa di mezzanotte nella Chiesa
della Natività.
29 dicembre - Nel carcere di Beer Sheba (deserto del
Negev) unità speciali anti-sommossa israeliane reprimono nel
sangue una sommossa dei duecento detenuti palestinesi.
2002
1° gennaio -
Nei Territori Occupati da Israele nel '67, ci sono ormai 126
insediamenti, per un totale di 240.000 coloni.
96 posti di blocco militare stanno rendendo la Cisgiordania
una grande prigione a cielo aperto come del resto lo è già
la Striscia di Gaza.
La Striscia di Gaza: 140 miglia quadrate, il 42 % del
territorio abitato da meno di 6.000 coloni israeliani, il
resto da più di un milione di palestinesi, per lo più
profughi.
10 gennaio - Viene completamente distrutto
l'aeroporto internazionale di Gaza, presso Rafah. Era stato
inaugurato, nel 1998, dall'allora presidente statunitense
Bill Clinton.
12 gennaio - Dopo l'aeroporto anche il porto di Gaza
viene colpito da 6 missili. Vengono confiscate tutte le
imbarcazioni palestinesi e l'equipaggiamento per la pesca
viene distrutto.
16 gennaio - Il nuovo leader del Fronte Popolare per
la Liberazione della Palestina viene arrestato dalla polizia
dell'Autorità Nazionale Palestinese, per l'uccisione del
ministro del turismo israeliano, Ze'evi.
25 gennaio - 52 soldati riservisti israeliani
annunciano di rifiutarsi di operare aldilà della Linea Verde
e condannano la chiusura delle città e dei villaggi
palestinesi.
29 gennaio - Approvazione del piano "Avvolgere
Gerusalemme", che prevede la costruzione di 11 km di
barriera di cemento suddivisa fra quattro muri esterni (tre
a nord - tra Gerusalemme e Ramallah - e uno a sud - tra
Gerusalemme e Betlemme) e l'allestimento di posti di blocco
fissi tra la parte est e quella ovest della città (con
l'installazione di numerose telecamere per la sorveglianza
elettronica), con lo scopo di controllare l'accesso alla
città.
31 gennaio - Dichiarazione di Sharon: "Mi rincresce
di non aver eliminato Arafat quando avevo la possibilità di
farlo, durante l'invasione del Libano del 1982".
febbraio - La demolizione delle case è diventata una
punizione collettiva pressoché quotidiana: avviene di solito
di notte senza nessun preavviso, costringendo le famiglie a
fuggire con i bulldozer già alle porta. In 16 mesi di
Intifada almeno più di 5.000 palestinesi sono rimasti senza
tetto.
5 febbraio - L'ultimo progetto dell'esercito
israeliano: la costruzione nel deserto del Neghev di un
prototipo di una "città palestinese" per addestrare meglio
le proprie unità ai "confronti armati urbani", in vista di
una rioccupazione delle città autonome palestinesi. I
"lavori di costruzione" inizierebbero verso la fine 2002 e
il costo andrebbe dai 7,5 ai 10 milioni di euro. Grazie a
questo modello in grandezza naturale le unità israeliane
sono certe di poter simulare infiltrazioni e sperimentare
nuove tecniche di combattimento.
11 febbraio - Nel corso dell'ennesimo attacco con
elicotteri Apache e caccia F-16 nella Striscia di Gaza,
rimangono danneggiati anche gli uffici ONU e due membri
dello staff vengono feriti.
13 marzo - Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU adotta
la risoluzione 1397 che ribadisce la soluzione di "due
Stati: Israele e Palestina, che vivono all'interno di
frontiere sicure e riconosciute".
14 marzo - Raffaele Ciriello, 42 anni, fotoreporter
italiano, viene ucciso a Ramallah da una raffica sparata da
un tank israeliano.
19 marzo - Rapporto di Peace Now rivela che da quando
Sharon è stato eletto (febbraio 2001) sono stati creati in
Cisgiordania 34 siti per nuovi insediamenti.
27/28 marzo - Il vertice arabo di Beirut adotta il
"Piano di pace saudita", che prevede in particolare "la fine
del conflitto arabo-israeliano" e un "accordo di pace" con
Israele in cambio del suo ritiro da tutti i territori arabi
occupati nel 1967.
29 marzo - L'esercito israeliano lancia l'operazione
"Muraglia di difesa", invadendo Ramallah e circondando il
quartier generale di Arafat, Al-Muqata'a. I militari
penetrano negli edifici e confinano il presidente
palestinese in poche stanze.
30 marzo - L'esercito israeliano rioccupa Betlemme e
Beit Jala.
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU approva la risoluzione
1402, per il ritiro delle truppe israeliane dalle città
palestinesi, inclusa Ramallah.
1° aprile - La morsa dell'esercito israeliano si
stringe: occupate anche Qalqilya e Tulkarem.
2 aprile - Un gruppo di circa duecento miliziani e
civili palestinesi trova rifugio nella Basilica della
Natività di Betlemme, assieme a loro ci sono quattro
giornalisti italiani ed una quarantina di frati e suore.
Comincia un lungo assedio da parte dell'esercito israeliano.
3 aprile - L'assedio alla Basilica continua: gli
israeliani vogliono la resa di alcuni dei 200 palestinesi,
in quanto ricercati. I giornalisti italiani vengono
liberati. I frati decidono di restare e chiedono
l'incolumità loro e di tutti i 200 palestinesi.
4 aprile - Ormai quasi tutte le città ed i villaggi
palestinesi della Cisgiordania sono rioccupati dall'esercito
israeliano.
5 aprile -Nuova risoluzione dell'ONU: è la 1403 che
impone a Israele di "ritirare subito l'esercito dalle città
occupate".
6 aprile - Si combatte ovunque: l'esercito israeliano
incontra la resistenza più dura a Jenin e Nablus. I
palestinesi resistono casa per casa.
Dal 29 marzo al 6 aprile sono 124 le vittime palestinesi
accertate e più di 1.000 sono gli arrestati.
8 aprile - Cade la città di Nablus mentre continua la
resistenza a Jenin.
L'esercito comincia a ritirarsi da Tulkarem e Qualqilya,
dicendo che "ha finito il suo lavoro".
10 aprile - A Madrid, i rappresentanti di USA, UE,
Russia e ONU approvano un documento congiunto: "esigiamo il
ritiro immediato di Israele".
11 aprile - Si arrendono gli ultimi difensori del
campo profughi di Jenin. Si parla di centinaia di morti, ma
i giornalisti sono tenuti a distanza e nessuno può dare
cifre precise. L'esercito israeliano si ritira da 24
villaggi ma continua l'assedio o l'occupazione di Jenin,
Nablus, Ramallah, Hebron e Tulkarem.
Secondo l'UNRWA, dall'inizio dell'operazione "Muraglia di
difesa" almeno 3.000 palestinesi sono rimasti senza casa.
12 aprile - Si scopre che l'esercito israeliano ha
compiuto massacri ovunque: a Nablus, Jenin, Petunia…
Arrivano le prime ammissioni ufficiose israeliane: "A Jenin
centinaia di morti e feriti".
15 aprile - Marwan Barghouti, segretario di Al-Fatah
nei Territori Occupati, viene arrestato a Ramallah
dall'esercito israeliano.
18 aprile - Larsen, inviato ONU, visita il campo
profughi di Jenin e descrive lo scenario come "orribile
oltre ogni limite". Il governo israeliano lo considera
subito "persona non gradita".
Scenari di altri massacri: a Nablus durante una breve
interruzione del coprifuoco vengono sepolti in una fossa
comune i corpi di una settantina di palestinesi, compresi
donne e bambini, uccisi durante l'incursione israeliana.
19 aprile - Risoluzione del Consiglio di Sicurezza
dell'ONU n. 1405, per l'invio di una commissione d'inchiesta
in Israele per indagare su quanto accaduto nel campo
profughi di Jenin, che ribadisce la richiesta di immediato
'cessate il fuoco' e ritiro israeliano dalla Cisgiordania.
La Commissione viene respinta da Israele.
21 aprile - Parziale ritiro dell'esercito israeliano.
Continua l'assedio dell'Al-Muqata'a (a Ramallah) ed alla
Basilica della Natività (a Betlemme).
22 aprile - Sotto le pressioni di Israele,
nell'Al-Muqata'a assediato, inizia il processo contro i
quattro palestinesi accusati dell'uccisione del ministro
Ze'evi. Si concluderà il 25 con la loro condanna.
28 aprile - Accordo raggiunto con la mediazione degli
Stati Uniti per porre fine all'assedio dell'Al-Muqata'a:
Arafat può uscire da Ramallah in cambio dell'incarcerazione
nella prigione palestinese di Gerico (sorvegliata da agenti
inglesi e americani) dei 4 condannati per l'uccisione di
Ze'evi, del segretario del Fronte Popolare per la
Liberazione della Palestina, Ahmed Sa'adat, e di un altro
palestinese accusato di trphporto d'armi.
maggio - La Procura Generale Belga esprime parere
favorevole all'ammissibilità del ricorso contro Sharon sulla
base della denuncia presentata nel 2001 da 23 cittadini
palestinesi e libanesi, superstiti del massacro e familiari
delle vittime, con l'accusa di crimini contro l'umanità,
genocidio, crimini di guerra, in base alle sue
"responsabilità di comando " nel massacro di Sabra e
Chatila.
1° maggio - Tolto l'assedio all'Al-Muqata'a. L'ANP
consegna i 6 prigionieri palestinesi a ufficiali inglesi e
statunitensi per il loro trasferimento al carcere di Gerico.
6 maggio - I danni materiali, provocati dalla recente
occupazione israeliana, ammontano a 300/400 milioni di
dollari. Nablus è stata la città maggiormente colpita.
7 maggio - L'Assemblea Generale dell'ONU vota una
risoluzione che condanna Israele per l'assalto alle città e
per il suo rifiuto di cooperare con la Commissione
d'Inchiesta per i fatti di Jenin.
10 maggio - Viene raggiunto un accordo per porre fine
all'assedio della Basilica della Natività. 13 palestinesi
vengono trasferiti a Cipro su un aereo militare inglese, in
attesa della loro destinazione successiva. Altri 26
palestinesi vengono deportati nella Striscia di Gaza.
14 maggio - La Banca Mondiale presenta un rapporto
sui danni provocati dall'operazione "Muraglia di difesa":
alle infrastrutture 360 milioni di dollari e alle abitazioni
civili 66 milioni di dollari.
20 maggio - Peace Now riporta che il governo
israeliano ha deciso di costruire 957 nuove unità abitative
negli insediamenti della Cisgiordania.
Il ministro della difesa israeliano annuncia che un muro
(lungo la Linea Verde) di 364 km, dotato di telecamere per
la sorveglianza elettronica, sarà completato in sei mesi.
21 maggio - Il Programma Alimentare delle Nazioni
Unite valuta che circa il 50% dei residenti in Cisgiordania
vive sotto la soglia della povertà.
L'Unione Europea approva un accordo riguardo ai 13
palestinesi esiliati a Cipro. L'Italia e la Spagna ne
accoglieranno 3 ognuno, Irlanda e Grecia due, Portogallo e
Belgio uno. Il tredicesimo rimane a Cipro in attesa che un
altro paese europeo lo accetti. Verranno ospitati
temporaneamente in questi paesi per motivi esclusivamente
umanitari, per un periodo di 12 mesi. Il trasferimento
avverrà il giorno seguente e da allora vivono 'sotto
protezione' in imprecisate località dei paesi UE.
26/27/28 maggio - Le forze israeliane rioccupano
Betlemme, Tulkarem, Qalqilya, il campo profughi di Dheisheh
(Betlemme) ed altri villaggi palestinesi.
3 giugno - Inizio dei lavori per la costruzione di un
nuovo insediamento a Gerusalemme Est.
Sharon approva la costruzione di una barriera di 110 km nel
nord della Cisgiordania (presso la Linea Verde), che partirà
da Kufr Salem (vicino a Megiddo) fino a Kufr Qassem.
6 giugno - L'esercito israeliano invade Ramallah,
circonda e attacca il quartiere generale di Arafat e
bombarda vari edifici della Al-Muqata'a.
17 giugno - L'Unione Europea include il Fronte
Popolare per la Liberazione della Palestina, il Fronte per
la Liberazione della Palestina, l'Organizzazione di Abu
Nidal, le Brigate Martiri di Al-Aqsa e la Fondazione per lo
Sviluppo ed il Sostegno della Terra Santa (legata a Hamas e
con base negli USA), nella sua lista nera.
18 giugno - Il Gabinetto Israeliano approva il "Piano
di difesa di Gerusalemme" con la costruzione di muri,
barriere elettriche, trincee e blocchi stradali fuori dai
confini della città a partire da marzo del 2003.
19/25 giugno - Israele rioccupa Nablus, Beitunia,
Betlemme, Qalqilya, Tulkarem, Ramallah, Al-Bireh ed Hebron,
imponendo il coprifuoco in alcune di queste città.
23 giugno - Il Gabinetto Israeliano approva il
"concetto di sicurezza", che comprende: una barriera di
sicurezza ad est della Linea Verde ed attorno a Gerusalemme,
una zona cuscinetto di 20 km ad ovest del fiume Giordano e
prevede la continua presenza dell'esercito israeliano in
Cisgiordania.
25 giugno - Inizio dei lavori per la costruzione di
un muro di separazione vicino alla Strada del Tunnel che
conduce al blocco degli insediamenti di Gush Etzion.
Un'altra barriera, lunga 7 km, partirà da lì per arrivare a
Har Homa, mentre un'altra ancora lunga 9 km si svilupperà
dal Campo Militare Ofer (vicino a Ramallah) fino al blocco
stradale di Ar-Ram.
26 giugno - La sentenza della Corte d'Appello Belga
dichiara inammissibile il procedimento contro Sharon per il
massacro di Sabra e Chatila, con la motivazione che
"l'accusato non si trova sul territorio belga".
2 luglio - Londra: il Segretario di Stato
statunitense Burns si consulta con rappresentanti del
"quartetto" (Russia, Unione Europea e Nazioni Unite, oltre
agli USA) per discutere su un nuovo piano di pace per il
Medio Oriente.
16 luglio - Il Quartetto s'incontra a New York per
discutere come porre fine all'occupazione israeliana e
realizzare un piano di pace, basato su due stati, entro 3
anni. Un punto di disaccordo è il ruolo di Arafat: l'ONU,
l'UE e la Russia, al contrario degli USA, insistono sul
fatto che è il legittimo rappresentante del popolo
palestinese.
21 luglio - Incontri israelo-palestinesi a
Gerusalemme per porre fine allo stato d'assedio ed
all'occupazione.
23 luglio - F16 israeliani attaccano e distruggono un
edificio di 4 piani a Gaza City uccidendo, assieme ad un
attivista di Hamas, sua moglie, uno dei suoi figli e almeno
altre 14 persone. I feriti sono 150.
25 luglio - Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni
Uniti in un incontro urgente si discute dell'attacco contro
Gaza.
La Banca Mondiale dichiara che il 70% dei palestinesi vive
con meno di 2 dollari al giorno e che il 21% dei bambini
sotto i 5 anni soffre di malnutrizione e il 45% di anemia.
29 luglio - Da 40 giorni Nablus è sotto coprifuoco.
1° agosto - Viene pubblicato un rapporto delle
Nazioni Unite sui fatti del campo profughi di Jenin (in
aprile durante l'operazione "Muraglia di difesa") che
respinge la denuncia palestinese del massacro compiuto dalle
forze israeliane e critica le due parti perché mettono a
rischio le vite dei civili. Durante l'invasione, secondo il
rapporto, sarebbero stati uccisi 52 palestinesi e 23 soldati
israeliani.
18 agosto - A Tel Aviv viene raggiunto l'accordo
israelo-palestinese "Gaza - Betlemme prima", che prevede il
ritiro d'Israele da Betlemme e da una parte della Striscia
di Gaza, via via che l'Autorità Palestinese subentri per
prevenire attacchi contro gli israeliani.
20 agosto - Le forze israeliane cominciano il ritiro
da Betlemme.
22 agosto - Da un rapporto dell'Autorità Nazionale
Palestinese: nel secondo trimestre del 2002 il 44,7% della
forza lavoro palestinese risulta disoccupata e lo stipendio
del 59,2% dei lavoratori è sotto la soglia di povertà.
29 agosto - Nel contesto del piano "Avvolgere
Gerusalemme" (una barriera di separazione che va da Beit
Sahour fino alla base militare Ofer), l'esercito israeliano
ha preparato un nuovo progetto, già approvato da Sharon, per
annettere nei fatti anche l'area della Tomba di Rachele a
Gerusalemme. Questo nuovo progetto prevede la costruzione,
intorno alla zona della Tomba, di un muro alto 8 metri e
lungo diverse centinaia, che creerà così un'area
trapezoidale che sarà quella annessa a Gerusalemme.
2 settembre - La Corte Suprema israeliana decide che
Israele ha il diritto di espellere dalla Cisgiordania e
dalla Striscia di Gaza i parenti di palestinesi sospettati
di terrorismo.
5 settembre - A Tel Aviv inizia il processo contro
Marwan Barghouti.
11 settembre - Il Gabinetto di Sicurezza israeliano
approva la costruzione di una barriera di sicurezza attorno
a Gerusalemme e decide di includere al suo interno l'area
della Tomba di Rachele, annettendo quindi nei fatti questa
zona finora considerata, secondo gli Accordi di Oslo, Area
C.
19 settembre - Israele reimpone il blocco attorno al
quartier generale di Arafat a Ramallah.
21 settembre - Continua l'assedio all'Al-Muqata'a.
L'esercito israeliano distrugge quattro dei cinque edifici
principali del quartier generale. Arafat e il suo seguito,
assieme a 19 palestinesi ricercati da Israele, vengono
confinati al secondo piano dell'ultima palazzina rimasta in
piedi.
22 settembre - In tutta la Cisgiordania e nella
Striscia di Gaza, grandi manifestazioni a sostegno di
Arafat.
24 settembre - Il Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite vota con l'astensione degli USA, una
risoluzione di compromesso nella quale si chiede ad Israele
di fermare le sue azioni contro l'Al-Muqata'a e condanna
contemporaneamente gli attacchi terroristici contro tutti i
civili.
29 settembre - Grazie alle pressioni statunitensi,
Israele ritira le sue forze dall'Al-Muqata'a dopo 11 giorni
di assedio. Arafat definisce tale ritiro: "cosmetico".
30 settembre - L'Unione Europea critica Israele per
la sua distruzione delle infrastrutture palestinesi dicendo
che ciò non aiuta a porre fine al terrore ed invita Israele
a cessare i coprifuoco e gli assedi. Invita pure i
palestinesi ad avanzare con le loro riforme, compresa quella
dei servizi di sicurezza, per porre fine al terrorismo in
tutte le sue forme e prepararsi a tenere elezioni libere e
giuste al massimo entro il prossimo anno.
2 ottobre - Poupard, rappresentante speciale
dell'UNICEF in Medio Oriente, dichiara che un'intera
generazione di bambini palestinesi è stata privata del suo
diritto all'istruzione, perché in Cisgiordania è stato
negato l'accesso alle loro scuole a 226.000 studenti (su un
milione) ed a 9.300 insegnanti. Inoltre almeno 580 scuole
sono state chiuse.
4 ottobre - Israele dichiara che un altro settore di
Gerusalemme Est, Al Musrara, è giuridicamente
originariamente ebreo, così la polizia si appresta a
realizzare in pratica l'esproprio del quartiere.
8 ottobre - Il parlamento israeliano autorizza un
aumento di 5 milioni di shekel (circa 1 milione d'euro) del
budget riservato alla sicurezza degli ebrei che vivono nei
quartieri arabi di Gerusalemme Est.
25 ottobre - Le truppe israeliane lanciano la
"Operazione Avanguardia" a Jenin, distruggendo case alla
ricerca di palestinesi sospettati.
Sharon dà la sua approvazione di principio alla proposta
statunitense "Road Map per la Pace".
26 ottobre - L'Autorità Nazionale Palestinese esprime
delle riserve sulla Road Map.
27 ottobre - Peace Now dichiara che dal 1996 i coloni
hanno creato 106 nuovi avamposti illegali in Cisgiordania,
di cui solo 8 sono stati completamente smantellati e 7
parzialmente.
11 novembre - Le forze israeliane iniziano una nuova
operazione militare contro Nablus e Tulkarem.
14 novembre - Nablus viene rioccupata e Sharon
dichiara che l'esercito ci rimarrà per diverse settimane.
16 novembre - I militari israeliani scatenano una
nuova operazione militare contro Hebron, rioccupando la
maggior parte dei settori della città controllati dai
palestinesi.
17 novembre - Sharon ritiene necessario predisporre
un corridoio che colleghi la piccola enclave ebraica di
Hebron (dove risiedono circa 450 israeliani) al vicino
insediamento di Kiryat Arba (distante circa due chilometri)
passando per la Tomba dei Patriarchi, un santuario venerato
sia dagli ebrei che dai musulmani. Il premier auspica che
sia "ridotta al minimo" la presenza di civili palestinesi
nella zona limitrofa alle aree abitate da israeliani.
18 novembre - Il Consiglio dell'insediamento di
Kiryat Arba e il Consiglio dell'Enclave Ebraica di Hebron
annunciano un piano per costruire mille unità abitative fra
Kiryat Arba e la Tomba dei Patriarchi e il ministro della
costruzione israeliano ordina l'esproprio delle terre
palestinesi corrispondenti.
22 novembre - Scatta "Reazione a catena": l'esercito
rioccupa tutte le principali città della Cisgiordania
esclusa Gerico. Il colonnello Aviv, che guida le operazioni
dell'esercito israeliano a Betlemme, avverte: "Reazione a
catena non ha limiti di tempo e verrà condotta fino a quando
sarà necessario". Nel campo profughi di Jenin viene ucciso
dai soldati israeliani Iain Hook, funzionario irlandese
dell'UNRWA (agenzia ONU che si occupa dei profughi
palestinesi), che si trovava lì come direttore dei lavori
per la ricostruzione del campo profughi di Jenin raso al
suolo durante l'incursione israeliana di aprile. Un'altra
dipendente irlandese dell'Unrwa, Caoimhe Butterly, viene
ferita ad una gamba, mentre cercava di fare scudo a un
gruppo di bambini palestinesi.
4 dicembre - L'Assemblea generale delle Nazioni Unite
approva sei risoluzioni in cui chiede il ritiro delle truppe
israeliane dalle Alture del Golan e da tutti i Territori
Occupati durante la Guerra dei sei giorni, nel 1967. Quanto
a Gerusalemme, l'Assemblea definisce illegali le misure
amministrative adottate da Israele per rendere la città di
fatto capitale dello Stato, mentre sono ancora in corso i
negoziati con i palestinesi per definirne lo status finale.
Il pronunciamento ricorda la risoluzione 478 con la quale,
nel 1980, il Consiglio di Sicurezza decise di non
riconoscere la legge con cui Israele proclamava Gerusalemme
"capitale unica e indivisibile dello stato". È da
sottolineare che le risoluzioni dell'Assemblea Generale non
prevedono alcun meccanismo cogente o di pressione nei
confronti del governo israeliano.
21 dicembre - Nuovo veto degli Stati Uniti ad una
risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU di condanna
di Israele, per l'uccisione di un britannico e di due
palestinesi che lavoravano per l'ONU nei Territori Occupati
e nella Striscia di Gaza.
21 dicembre - L'esercito israeliano taglia in tre la
Striscia di Gaza proibendo ai palestinesi la circolazione
sulle strade che collegano il nord al sud. Sono state chiuse
con sbarramenti le strade vicino all'insediamento israeliano
di Netzarim, a sud di Gaza, e ancora più a sud vicino alla
località palestinese di Deir el-Balah.
23 dicembre - 46 senatori italiani dell'opposizione e
della maggioranza, con una mozione, invitano il governo
israeliano a "bloccare l'annunciata demolizione del centro
storico di Hebron e di altre parti del patrimonio culturale
della Palestina". Chiedono inoltre al governo italiano di
premere su quello israeliano per "congelare gli
insediamenti, giacché la maggior parte di essi rappresenta
un grave ostacolo sulla via della pace e una presenza
minacciosa nella vita quotidiana dei palestinesi".
24 dicembre - L'esercito israeliano si ritira dal
centro di Betlemme, ridispiegandosi alla periferia, per
consentire le celebrazioni del Natale. Per il secondo anno
consecutivi rimane vietato a Yasser Arafat di recarsi a
Betlemme per assistere alla Messa di mezzanotte.
26 dicembre - L'esercito israeliano ha rioccupato
praticamente tutte le principali città della Cisgiordania,
ad esclusione di Gerico. Attorno agli insediamenti ebraici
nei Territori palestinesi sono state create di recente 'zone
di sicurezza' di alcune centinaia di metri di larghezza.
Queste zone vengono pattugliate da soldati autorizzati a
sparare contro qualunque persona sorpresa al loro interno.
29 dicembre - È salito a 2.802 il numero dei morti
dall'inizio dell'Intifada (fine settembre 2000): 2.117 sono
palestinesi (di cui il 19% minorenni) e 685 israeliani.
2003
3 gennaio -
Il portavoce del Dipartimento di Stato statunitense, Boucher
Richard, denuncia la politica israeliana di demolizione
delle case dei palestinesi, come una forma di "punizione
collettiva". Secondo le organizzazioni a tutela dei diritti
civili, tale politica viola il diritto umanitario
internazionale.
Brutale repressione, nel campo di detenzione israeliano di
Ofer, per porre fine alla protesta collettiva dei detenuti
palestinesi iniziata il 31 dicembre. Le guardie israeliane
fanno ricorso a gas lacrimogeni ed a bombe da stordimento
provocando almeno 40 feriti.
I palestinesi in stato di "detenzione amministrativa" (vale
a dire incarcerati a tempo indeterminato e senza accuse)
sono 1.007.
5 gennaio - L'agenzia Care International denuncia
l'elevato tasso di denutrizione fra i bambini palestinesi di
età compresa fra i sei mesi e i cinque anni. Nella Striscia
di Gaza è affetto da denutrizione il 13,3% dei bambini di
quella fascia di età, mentre in Cisgiordania la percentuale
è del 4,3%. I bambini affetti da anemia sono il 43,8% in
Cisgiordania e il 44% nella Striscia. Le cause sono da
attribuire alla scarsità del cibo ed alla sua scadente
qualità.
7 gennaio - Il governo britannico decide di
sospendere la Conferenza di Londra sulle riforme dell'ANP,
per il mancato arrivo della delegazione palestinese. Israele
controlla lo spazio aereo ed i confini palestinesi e quindi
ogni spostamento dei palestinesi deve avere la sua
approvazione, che in questa circostanza non c'è stata.
8 gennaio - Tensioni al confine fra Sira ed Israele.
12 gennaio - Caccia israeliani sorvolano Beirut.
L'ONU ha più volte chiesto a Israele di non violare lo
spazio aereo libanese.
18 gennaio - Il ministro israeliano per l'edilizia
pubblica avvia i lavori per la costruzione di 70 nuove unità
abitative per israeliani nei quartieri arabi di Gerusalemme
Est.
21 gennaio - L'esercito israeliano distrugge 62
negozi e magazzini a Nazlat Issa (a nord della Cisgiordania)
per preparare il terreno alla costruzione del muro di
separazione.
26 gennaio - Operazione "Ferro Caldo", la più vasta
operazione militare contro la città di Gaza dall'inizio
della Seconda Intifada: 13 palestinesi uccisi, più di 100
officine distrutte e una dozzina di laboratori tessili dati
alla fiamme.
27 gennaio - Iniziano i lavori per la costruzione di
un tratto di 45 km della barriera di sicurezza fra il posto
di blocco di Salem, vicino a Jenin, a ovest e gli
insediamenti Gilboa a est.
Sono ormai 120 i posti di blocco disseminati dai militari
israeliani tra Cisgiordania e Striscia di Gaza: un muro
invisibile che impedisce il libero spostamento di tre
milioni di civili. Non passano neppure ambulanze e soccorsi
medici.
28 gennaio - Ariel Sharon vince le elezioni politiche
israeliane.
febbraio - Nel solo mese di gennaio sono state 72 le
vittime palestinesi dell'esercito israeliano: 38 nella
Striscia di Gaza e 34 in Cisgiordania. 24 erano minorenni. I
palestinesi feriti sono stati 790, di cui 602 in
Cisgiordania e 188 nella Striscia di Gaza.
11 febbraio - La Corte Suprema Belga stabilisce che
il generale israeliano Amos Yaron può essere perseguito per
il suo coinvolgimento come comandante dell'IDF a Beirut nel
1982, ai tempi del massacro di Sabra e Chatila. Anche Sharon
potrà essere perseguito dal tribunale sulla stessa materia,
appena terminerà il suo incarico e perderà quindi l'immunità
diplomatica.
19 febbraio - Israele ha introdotto più di 100
correzioni all'ultima versione della Road Map,
principalmente su argomenti riguardanti la sicurezza e la
limitazione della sovranità palestinese.
20 febbraio - Per la prima volta dall'invasione del
Libano, nel 1982, la procura militare israeliana apre un
provvedimento contro un obiettore di coscienza. È il nipote
di Netanyahu, già in carcere da 200 giorni. È incriminato
per renitenza alla leva e rischia fino a tre anni.
21 febbraio - Sono 2.923 le persone morte dall'inizio
dell'Intifada (fine del settembre 2000): 2.229 sono
palestinesi, 694 israeliani.
4 marzo - La Banca Mondiale riporta che circa il 50%
dei palestinesi impiegati nel settore privato ha perso il
suo posto di lavoro e che il reddito pro-capite fra il 1999
ed il 2002 è diminuito del 30%.
8 marzo - Proseguono le eliminazioni mirate. Con 4
missili l'esercito israeliano uccide il co-fondatore di
Hamas, capo dell'ala Izz Eddin Al-Qassam, assieme a tre
guardie del corpo.
16 marzo - Rachel Corrie, 23 anni, pacifista
statunitense di Olympia (Washington), viene investita ed
uccisa da una ruspa israeliana nel campo profughi di Rafah,
nella Striscia di Gaza, mentre sta tentando di ostacolare la
demolizione di una casa. Faceva parte dei "Gruppi di
solidarietà internazionale", che si trovano a Gaza
dall'inizio della seconda Intifada per agire da 'scudi
umani' a difesa dei palestinesi.
19 marzo - Abu Mazen è il nuovo primo ministro
palestinese.
23 marzo - Confisca di terreni nei villaggi
palestinesi nei dintorni di Gerusalemme Est per la
costruzione della "barriera di separazione".
31 marzo - Il Rapporto annuale del Dipartimento di
Stato statunitense sui diritti umani critica Israele per
"seri abusi sui diritti umani" nei Territori Occupati
palestinesi, incluse 37 "eliminazioni mirate" che hanno
provocato la morte di 25 passanti, fra i quali 13 bambini.
2 aprile - Le truppe israeliane impongono il
coprifuoco sul campo profughi di Tulkarem. Più di 1.000
palestinesi maschi, d'età compresa fra i 14 e i 40 anni,
vengono trasferiti, bendati e legati, al campo profughi di
Nur Shams, col divieto di far ritorno a casa per 3 giorni.
6 aprile - Un altro pacifista statunitense di 24
anni, Brian Avery, muore. Ieri un blindato israeliano gli
aveva sparato a Jenin. Si trovava in Cisgiordania come
attivista del International Solidarity Movement.
Inizia il processo contro Marwan Barghouti.
11 aprile - Un terzo pacifista, Tom Hurndall,
inglese, di 21 anni, è in fin di vita per aver cercato di
difendere due bambini a Rafah.
12 aprile - I bulldozer israeliani spianano più di
1.000 dunums di terre coltivate palestinesi alla periferia
di Gerusalemme Est per costruire una nuova autostrada di
collegamento fra gli insediamenti.
15 aprile - Le forze americane a Baghdad arrestano
Mohammed Abbas (Abu Abbas), capo del Fronte per la
Liberazione della Palestina (coinvolto nel sequestro della
Achille Lauro nel 1985).
La Commissione per i diritti umani dell'ONU (UNCHR) nella
sua sessione annuale adotta 4 risoluzioni nelle quali
critica: gli insediamenti, la restrizione dei movimenti dei
palestinesi, il "muro di separazione", le uccisioni di massa
e gli abusi sui diritti umani. Afferma il diritto dei
palestinesi all'autodeterminazione e si oppone ai
cambiamenti del carattere fisico e dello status legale delle
Alture del Golan siriane.
22 aprile - Un'altra ampia zona palestinese coltivata
viene spianata sempre alla periferia di Gerusalemme.
27 aprile - Peace Now denuncia che sono 108 gli
avamposti illegali: 72 sono stati costruiti dopo l'elezione
di Sharon e ne sono stati smantellati 11.
30 aprile - Il presidente statunitense presenta
ufficialmente la Road Map, un nuovo piano di "pace"
elaborato dal 'Quartetto': Stati Uniti, Unione Europea,
Russia e Nazioni Unite.
3 maggio - L'operatore televisivo britannico, James
Moller, muore colpito da un carro armato, mentre stava
riprendendo i soldati israeliani che distruggevano alcune
case palestinesi a Rafah.
8 maggio - Sale a 3.214 il numero degli morti
dall'inizio dell'Intifada: 2.484 vittime sono palestinesi e
730 israeliane.
14 maggio - La Banca Mondiale lancia l'allarme: la
"barriera di separazione" devasterà la popolazione
palestinese, distruggendo terreni agricoli ed impedendo
l'accesso alle risorse idriche, alle scuole ed ai posti di
lavoro. Ne saranno colpite 95 mila persone.
19 maggio - L'inviato dell'ONU, Terje Roed-Larsen,
mette in guardia: se il regime di stato d'assedio permane e
se le condizioni di vita continuano a deteriorarsi non c'è
la pur minima possibilità che il governo palestinese possa
sopravvivere.
22 maggio - Il ministro israeliano per l'edilizia
pubblica annuncia la costruzione di 502 nuove unità
abitative nell'insediamento di Ma'ale Adunim, alla periferia
est di Gerusalemme.
I bulldozer israeliani spianano diverse centinaia di dunums
di terre coltivate palestinesi ad Anata (Gerusalemme Est)
per costruire una nuova strada ad uso militare.
23 maggio - L'esilio dei 12 palestinesi, che nella
primavera 2002 rimasero assediati dalle truppe israeliane
nel complesso della Basilica della Natività, viene prorogato
per un altro anno. Da allora vivono in imprecisate località
e sotto stretta sorveglianza in sei Stati dell'Unione
Europea, tra cui l'Italia.
24 maggio - I bulldozer israeliani spianano diverse
centinaia di dunums di terre coltivate palestinesi ad Anata
(Gerusalemme Est) per preparare la costruzione della
"barriera di separazione".
25 maggio - Il governo israeliano approva la Road
Map.
27 maggio - La Siria si dichiara pronta a riprendere
i negoziati di pace sulla base delle risoluzioni ONU 242 e
338, della Conferenza di Madrid (1991) e del principio
'terra in cambio di pace'. Le due risoluzioni prevedono il
ritiro di Israele dai territori arabi occupati nel 1967, tra
cui l'altopiano siriano del Golan. Le Alture del Golan,
1.200 kmq con notevoli risorse idriche, sono d'importanza
strategica. A conseguenza delle guerre del 1967 e del 1973,
circa 150.000 persone fuggirono dal Golan, dove restano
tuttora, sotto l'occupazione israeliana, circa 15.000 drusi.
Nel frattempo 17.000 israeliani si sono insediati in 18
colonie. Israele rifiuta di ritirarsi entro i confini del
'67 anche per non dar a Damasco l'accesso al lago di
Tiberiade.
28 maggio - Il premier israeliano Ariel Sharon
critica in almeno 14 punti la Road Map.
29 maggio - Presentato il progetto per un nuovo
insediamento ebraico a Gerusalemme Est: si chiama Kidmar
Tziyon e verrebbe costruito nei pressi del villaggio
palestinese di Abu Dis (indicato - nelle mappe discusse nel
vertice di Camp David nel luglio 2000 - come la possibile
"capitale" dello Stato palestinese). La nuova colonia
sorgerebbe su una superficie di 25 acri e comprenderebbe 230
unità abitative e due sinagoghe.
3 giugno - Il ministro del turismo israeliano, Benny
Elon, (del partito Moledet) insieme ad un gruppo di coloni,
occupa a Gerusalemme Est una palazzina installandoci il suo
nuovo quartier generale di partito. Sulle pareti affiggono
dei poster con la scritta: "La Giordania è la Palestina".
Bush, Mubarak, re Abdullah e Abu Mazen s'incontrano a Sharm
El-Sheick per discutere della Road Map.
4 giugno - Vertice di Aqaba fra Bush, Sharon e Abu
Mazen. Il primo ministro israeliano Ariel Sharon promette
l'immediato smantellamento degli avamposti degli
insediamenti, come previsto dalla Road Map.
9 giugno - Israele tenta d'assassinare a Gaza il
leader di Hamas, Abdul Aziz Rantisi, che rimane ferito.
11 giugno - Un rapporto dell'UNRWA denuncia che, fra
settembre del 2000 e maggio del 2003, le forze israeliane
hanno distrutto o danneggiato gravemente 1.134 abitazioni
nella Striscia di Gaza, lasciando senza casa 10.000
palestinesi.
25 giugno - Negli ultimi giorni gli "avamposti
illegali" (in cui vivono complessivamente circa 700
israeliani) si sono moltiplicati perché i coloni, spinti da
vari rabbini, hanno creato anche "falsi avamposti" - con
case prefabbricate, camper, roulotte, tende, baracche, ecc.
30 giugno - In applicazione della Road Map, Israele
si "ritira" ufficialmente dalla Striscia di Gaza, ma le
forze israeliane restano nei 18 insediamenti ebraici ed a
guardia della frontiera con l'Egitto. In base all'accordo
Israele "dovrebbe" porre fine alle incursioni e smantellare
i posti di blocco che paralizzano la vita quotidiana dei
palestinesi della Striscia.
2 luglio - Betlemme torna sotto il controllo
palestinese, escludendo l'area della Tomba di Rachele.
13 luglio - Il ministro palestinese per gli Affari
Sociali dichiara che, a causa della politica israeliana di
assedio, più del 70% dei palestinesi vive sotto la soglia
della povertà e che la disoccupazione a Gaza è salita al 65%
e in Cisgiordania al 55%.
17 luglio - L'inviato dell'ONU, Larsen, dichiara che
Israele deve smantellare la "barriera di difesa" perché è un
atto unilaterale non consono alla Road Map in quanto crea
più difficoltà alla creazione di uno Stato Palestinese con
continuità territoriale.
20 luglio - Sono circa 7.700 i palestinesi detenuti
nelle carceri israeliane secondo un rapporto della Croce
Rossa Internazionale.
21 luglio - Un dossier dell'Associazione della Stampa
Estera israeliana (FPA) denuncia il trattamento riservato ai
giornalisti stranieri. Si parla di una trentina di casi di
"vistose e sistematiche vessazioni ai danni di
corrispondenti stranieri negli aeroporti del paese e ai
posti di frontiera" che sono "un mezzo primitivo per
limitare la libertà d'azione della stampa" (prolungati
ritardi per i controlli di sicurezza, ricorrenti
interrogatori, confisca e danneggiamento o perdita di
costose attrezzature, richieste di mostrare appunti e files
di computer e di rivelare incontri e contatti personali).
26 luglio - Va avanti la costruzione del 'muro': un
immenso reticolato di grate metalliche e filo spinato munito
di barriere in cemento, pali in acciaio, trincee, sensori a
onde magnetiche, telecamere e torrette di controllo armate.
Il settore in preparazione è lungo 120 chilometri.
Le forze israeliane espropriano 136 dunums di terre
palestinese della zona di Sur Baher (Gerusalemme Est) per la
costruzione del 'muro'. Recentemente sono stati confiscati
altri 46 dunums del villaggio di Abu Dis (sempre a
Gerusalemme Est).
28 luglio - Il Comitato Finanziario della Knesset
approva storna dal budget statale circa 150 milioni di euro,
per la costruzione della "barriera di separazione" fra
Israele ed i territori palestinesi.
31 luglio - Il parlamento israeliano approva una
legga che nega la cittadinanza israeliana o lo status di
residente permanente ai palestinesi che si sposano con
cittadini israeliani.
1° agosto - Più di 4.000 prigionieri palestinesi
cominciano uno sciopero della fame per protestare sia per le
disumane condizioni di vita che per l'irruzione delle
guardie israeliane nel carcere di Ashkelon avvenuta il
giorno prima.
6 agosto - Scarcerati 339 palestinesi (su più di
6.000): Israele ha condizionato la loro liberazione alla
firma di un impegno a non compiere più attività ostili
contro lo stato ebraico. 182 erano accusati di aver commesso
reati legati a violazioni della sicurezza, mentre altri 157
si trovavano in carcere per reati amministrativi. Solo
nell'ultimo mese però l'esercito israeliano ha arrestato
altri 320 palestinesi, quasi lo stesso numero di quelli che
sono stati rilasciati oggi.
9 agosto - I residenti dei villaggi palestinesi di
Nu'man, Izzariyya, Abu Dis e Sheikh Sa'ad ricevono 'ordini
militari' che annunciano la confisca di 490 dunums di terre
coltivate per la costruzione della "barriera di
separazione".
10 agosto - Caccia dell'aviazione israeliana
bombardano la periferia del villaggio libanese di Tair Harfa
nel Libano meridionale, per intercettare l'artiglieria
anti-aerea di Hezbollah. Il ministro degli esteri Silvan
Shalom intima al Libano e alla Siria di fermare Hezbollah
lanciando una chiara minaccia di guerra.
11 agosto - Aerei israeliani sorvolano a bassa quota
Beirut, infrangendo la barriera del suono.
13 agosto - I residenti dei villaggi palestinesi di
Sur Baher, Jabal Al-Mukabber e Sawahreh Ash-Sharqiyya
ricevono 'ordini militari' che annunciano la confisca di 173
dunums di terre coltivate per la costruzione della "barriera
di separazione".
14 agosto - La Commissione ONU per l'abolizione della
discriminazione razziale approva all'unanimità una
risoluzione intimando a Israele di revocare la sua nuova
legge che nega la cittadinanza o la residenza permanente ai
palestinesi che sposano cittadini israeliani.
16 agosto - Un jet militare israeliano sorvola la
residenza estiva del presidente siriano, Bashar Assad,
inviando così un messaggio intimidatorio alla Siria.
17 agosto - L'esercito israeliano avvia i lavori per
la costruzione di due basi militari permanenti nella città
cisgiordana di Hebron, in due 'zone A', ovvero a sovranità
palestinese. Le due basi, in grado di accogliere un numero
ridotto di militari, si trovano sulle colline di Abu Sneina
e Harat al-Sheikh, che dominano le abitazioni dei coloni
ebraici nel centro della città. È la prima volta che
l'esercito costruisce basi permanenti nelle 'zone A'.
18 agosto - Solo nel corso dell'ultima settimana
Israele ha distrutto più di 60 edificazioni (abitazioni,
muri, baracche) nell'area di Gerusalemme col pretesto che
erano costruite senza regolare licenza.
20 agosto - Il Gabinetto di Sicurezza israeliano
approva il nuovo tracciato del piano "Avvolgere
Gerusalemme", come parte della "barriera di separazione" che
interesserà terreni palestinesi della città di Beit Sahour e
del villaggio di Izzariyya (Gerusalemme). Il tracciato non è
stato reso pubblico.
22 agosto - Le forze armate israeliane ripristinano
il blocco della strada principale, che attraversa la
Striscia di Gaza da nord a sud, tagliandola di fatto in tre.
Sono intanto ripresi i raid e gli 'omicidi mirati' su tutta
la Striscia.
24 agosto - I residenti dei villaggi palestinesi di
Beit Iksa, Beit Surik e Qalunya ricevono 'ordini militari'
che annunciano la confisca di 1.628 dunums di terre
coltivate per la costruzione della "barriera di
separazione". Ad Abu Dis l'esproprio è di altri 45 (il tutto
sempre nell'area di Gerusalemme).
6 settembre - Lo sceicco Ahmed Yassin, leader di
Hamas, viene ferito ad un braccio in un raid 'mirato'.
10 settembre - Ahmed Qurei (Abu Ala) sostituisce
Mahmud Abbas (Abu Mazen) nel posto di primo ministro
palestinese.
11 settembre - Il Consiglio degli Ambasciatori
dell'UE inserisce ufficialmente Hamas nell'elenco delle
organizzazioni terroristiche.
Il governo israeliano adotta la 'decisione di principio' di
espellere 'forzosamente' il presidente palestinese Yasser
Arafat.
12 settembre - La polizia israeliana fa irruzione
sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme e lancia gas
lacrimogeni e granate assordanti per disperdere i
dimostranti palestinesi.
13 settembre - Sale ad almeno 3.478 il numero delle
persone rimaste uccise fin dall'inizio della rivolta tuttora
in corso e nota come 'Intifada di Al-Aqsa', fine settembre
2000: 2.596 erano palestinesi e 819 israeliani.
Israele respinge l'invito del Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite, che si è espresso contro l'espulsione del
presidente palestinese Yasser Arafat.
15 settembre - I bulldozer israeliani spianano
diverse centinaia di dunums di terre coltivate nell'area di
Gerusalemme per la costruzione della "barriera di
separazione".
16 settembre - Gli Stati Uniti pongono il veto, nel
Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ad una nuova risoluzione in
cui si chiede a Israele di non espellere Yasser Arafat e di
garantire la sua incolumità.
19 settembre - L'Assemblea Generale dell'ONU approva
la risoluzione che chiede ad Israele la revoca della
decisione del principio di espellere Arafat. Le risoluzioni
dell'Assemblea Generale hanno valore di raccomandazioni e
non sono vincolanti come i pronunciamenti del Consiglio di
Sicurezza.
21 settembre - Diecimila pacifisti israeliani
manifestano in Piazza Rabin a Tel Aviv contro Sharon e
contro il muro, per lo smantellamento degli insediamenti nei
Territori Occupati e per la fine degli omicidi mirati.
24 settembre - In seguito a pressioni diplomatiche
internazionali, la Corte Suprema belga pone fine ai suoi
tentativi di perseguire i leader stranieri per crimini di
guerra, compreso quindi il primo ministro israeliano Ariel
Sharon per il massacro di Sabra e Chatila del 1982 e l'ex
presidente statunitense Bush Sr. per i crimini durante la
prima Guerra del Golfo del 1991.
25 settembre - 27 piloti della Forza Aerea Israeliana
rifiutano di condurre attacchi aerei aldilà della Linea
Verde.
30 settembre - L'ONU, in un rapporto, denuncia il
"Muro" di Israele come un tentativo di annessione di
"sostanziose porzioni" dei territori palestinesi e pertanto
"atto illegale di conquista". "Israele è determinato a
creare una situazione sul terreno che equivale a
un'annessione di fatto" e questo rappresenta una violazione
della carta dell'ONU e della quarta convenzione di Ginevra.
La barriera di separazione che Israele sta erigendo lungo il
confine con la Cisgiordania viene costruita in territorio
palestinese e ne ingloba ampie zone. Il suo obbiettivo
principale è quello di proteggere gli insediamenti. "Oltre
210mila palestinesi saranno seriamente colpiti dalla
costruzione del muro: coloro che vivono fra il Muro e la
Linea Verde, il confine con la Cisgiordania stabilito nel
1967, saranno di fatto isolati dalle loro terre e dai propri
posti di lavoro, scuole, ospedali ed altri servizi sociali".
1° ottobre - Il Gabinetto Israeliano dà via libera
(nonostante le critiche di gran parte della comunità
internazionale) alla realizzazione della prossima sezione
della barriera di separazione: il nuovo tracciato si estende
da Elkana alla base militare di Ofer (appena a nord di
Gerusalemme) a est degli insediamenti di Ariel e di Kedumin.
Attorno alla popolosa colonia di Ariel sarà eretta
un'ulteriore barriera, per ora non collegata direttamente a
quella principale.
2 ottobre - L'esercito israeliano firma il nuovo
ordine militare n. 378, che dichiara le terre (situate tra
la barriera di separazione e la Linea Verde) territorio
"chiuso" e stabilisce che "nessuna persona vi può entrare e
nessuno può restarvi". Il libero accesso è garantito solo
agli israeliani, invece i palestinesi residenti in questa
zona, o che vi possiedono terreni agricoli, avranno bisogno
di permessi speciali per vivere nelle loro case, per
coltivare le loro terre e per viaggiare. L'area in questione
rappresenta il 2% della Cisgiordania e vi risiedono circa
14.000 palestinesi. Inoltre diverse migliaia di palestinesi
vi possiedono delle terre.
5 ottobre - Primo attacco israeliano in territorio
siriano dal 1982: l'aviazione israeliana colpisce un
presunto campo di addestramento palestinese della Jahad
Islamica a Ein Zaheb, a poche decine di chilometri da
Damasco.
6 ottobre - Incidenti di frontiera fra Israele e il Libano.
L'aviazione israeliana bombarda la periferia settentrionale
della città libanese di Kfar Shouba, vicino al confine.
7 ottobre - Sale la tensione fra Israele e Libano.
8 ottobre - Il ministro della Difesa Shaul Mofaz
ordina "un immediato rafforzamento delle truppe israeliane,
regolari e di riserva" in Cisgiordania e nella Striscia di
Gaza.
10/12 ottobre - Un pesante attacco "Operazione giorno
incantato" contro Rafah ed il suo campo profughi,
all'estrema punta meridionale della Striscia di Gaza, una
delle località più miserevoli dei Territori Occupati. Le
truppe israeliane distruggono almeno un centinaio
d'abitazioni nel campo profughi lasciando senza tetto almeno
2.500 persone e facendo 8 morti. Il campo profughi di Rafah
contava già prima dell'incursione 6.000 senzatetto a
conseguenza dei precedenti raid.
12 ottobre - Un accordo di pace dettagliato viene
ratificato ad Amman tra alcuni palestinesi guidati da Yasser
Abed Rabbo ed alcuni israeliani con a capo Yossi Beilin.
Sarà firmato il 1° dicembre a Ginevra.
14 ottobre - Le forze israeliane trasferiscono
illegalmente 18 detenuti palestinesi dalla Cisgiordania alla
Striscia di Gaza. Il governo israeliano invoca l'articolo 78
della Convenzione di Ginevra, che permette ad una potenza
occupante di "assegnare la residenza" nei casi in cui sia a
rischio la sicurezza.
Gli USA bloccano con il veto una risoluzione del Consiglio
di Sicurezza dell'ONU che condanna Israele per la
costruzione della barriera di separazione.
20 ottobre - Nel suo rapporto annuale l'Istituto per
gli Studi Israeliani di Gerusalemme rende noto che nel corso
dell'ultimo decennio 164.400 israeliani (soprattutto ebrei
laici) hanno lasciato la città di Gerusalemme e solo 97.300
israeliani (soprattutto ebrei religiosi) sono venuti ad
abitarvi. Nel 2002, sono 16.400 gli israeliani che hanno
lasciato la città e solo 9.700 quelli che sono venuti a
viverci. La popolazione totale di Gerusalemme è di 680.400
abitanti: gli israeliani sono il 67% ed i palestinesi il
33%. La popolazione araba, ad ogni modo, risulta molto più
giovane di quella israeliana.
21 ottobre - I bulldozer israeliani spianano 200
dunums di terre coltivate a As-Sawahreh Ash-Sharqiyya
sradicando circa 500 piante d'ulivo. L'aviazione israeliana
continua a bombardare la Striscia di Gaza. È di almeno 14
morti e 106 feriti il bilancio della serie di raid sferrati
nelle ultime 24 ore da Israele.
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva una
risoluzione che condanna Israele per le sue azioni illegali
e chiede di "porre termine alla costruzione del muro nei
Territori Occupati palestinesi", definendo tale barriera
"contraria" alle leggi internazionali.
23 ottobre - Il ministro dell'Edilizia israeliano
approva la costruzione di 333 nuove unità abitative negli
insediamenti. Dall'inizio dell'anno sono state costruite
1.727 nuove unità abitative, di cui 1.326 nell'area di
Gerusalemme.
25 ottobre - Ariel Sharon annuncia la costruzione di
un'altra barriera di separazione nella parte est della
Cisgiordania annettendosi così una parte della valle del
Giordano. Il muro dalla parte ovest della Cisgiordania e
attorno a Gerusalemme, che ha già raggiunto quasi i 180 km,
dovrebbe esser completato entro un anno. Entra nei Territori
Occupati nel 1967 con una profondità anche di 20 chilometri
inglobando la maggior parte degli insediamenti (in
particolare quello di Ariel con i suoi 18.000 abitanti).
4 novembre - Un nuovo regolamento dell'esercito
israeliano stanziato presso l'insediamento di Netzarim
(nella Striscia di Gaza) concede ai soldati il diritto di
'sparare per uccidere' i palestinesi scoperti ad osservare
le attività israeliane col binocolo.
5 novembre - I coloni israeliani sradicano circa
mille alberi in tre villaggi della Cisgiordania, vicini
all'insediamento di Einabus.
8 novembre - L'ufficio di Coordinamento per i
Problemi Umanitari dell'ONU (OCHA) rende noti i dati
relativi all'impatto della barriera di separazione sui
palestinesi: il muro segue solo per l'11% del suo tracciato
la Linea Verde, requisisce il 14% della Cisgiordania e
causerà sofferenze a 680.000 palestinesi.
9 novembre - Il Dipartimento di Difesa israeliano
decide che la barriera ad est di Gerusalemme si spingerà in
Cisgiordania per una ventina di chilometri, in direzione di
Gerico annettendo così ad Israele il popoloso insediamento
Ma'ale Adumim, la zona industriale di Adumim, gli
insediamenti di Adam e Kfar Adumim ed i villaggi palestinesi
di Hizma e Anata. Con l'ultima revisione del tracciato a
nord della città, il villaggio palestinese di Ar-Ram viene
separato da Gerusalemme. Una volta completata la barriera
attorno alla città, saranno circa duecentomila i palestinesi
di Gerusalemme Est che si troveranno fisicamente separati
dal resto della Cisgiordania
Il Gabinetto israeliano approva uno scambio di prigionieri
con Hezbollah: verrebbero liberati tutti i prigionieri
libanesi ad eccezione di Samir Kuntar (che uccise tre
israeliani nel 1979), 400 palestinesi ed un numero
imprecisato di detenuti arabi. In cambio ci sarà la
restituzione di un uomo d'affari israeliano (rapito
nell'ottobre del 2000) e dei corpi di tre soldati
israeliani.
19 novembre - Da Londra il presidente degli Stati
Uniti critica la politica degli insediamenti di Israele e le
umiliazioni quotidiane inflitte ai palestinesi e chiede di
porre fine alla costruzione della barriera di separazione.
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU adotta all'unanimità la
Road Map come mezzo per risolvere il conflitto
israelo-palestinese.
30 novembre - Il movimento palestinese di maggioranza
Al-Fatah - fondato e tuttora guidato da Yasser Arafat -
ritira il suo sostegno all'Iniziativa di Ginevra, simbolico
patto di pace stilato da pacifisti israeliani e palestinesi,
che sarà presentato ufficialmente domani.
1° dicembre - Iniziano oggi i lavori per la
costruzione di un nuovo quartiere ebraico a Gerusalemme Est,
in aperta violazione di quanto previsto dalla Road Map. Il
governo israeliano ordina contemporaneamente all'esercito di
smantellare alcuni piccoli avamposti in Cisgiordania, senza
fornire dati ufficiali su quanti avamposti/insediamenti
spariranno dei circa 100 costruiti illegalmente.
A Ginevra viene presentato ufficialmente il piano di pace
elaborato da personalità israeliane e palestinesi. Il
presidente dell'ANP Arafat appoggia l'iniziativa, e invia a
Ginevra due esponenti di Al-Fatah, mentre il premier
israeliano Sharon condanna apertamente il progetto ed accusa
i promotori di minare il processo di pace.
9 dicembre - L'Assemblea Generale dell'ONU decide di
deferire alla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia la
questione dell'erezione della barriera di separazione. Una
eventuale decisione di questa Corte Internazionale potrebbe
richiedere anche tre anni.
18 dicembre - 2.731 sono i morti palestinesi
dall'inizio della seconda Intifada, cioè dalla fine di
settembre del 2000, 854 gli israeliani.
31 dicembre - La commissione interministeriale per la
colonizzazione israeliana decide di aumentare del 50% la
popolazione degli insediamenti agricoli delle Alture del
Golan (tolte alla Siria nella guerra del '67). Approva un
piano di costruzione accelerata di 900 case, portando così
la popolazione dei coloni da 10.500 a 15.000.


4.
PALESTINA 1948
4.1
50
ANNI DOPO AL-NAKBA
CITTA’ E VILLAGGI
SPOPOLATI DALL’INVASIONE SIONISTA NEL 1948
A cura di Salman Abu-Sitta, 1998
|
Suddivisione amministrativa |
Numero
villaggi spopolati |
Profughi nel 1948 |
profughi e loro discendenti nel 1998 |
|
Acri |
30 |
47.038 |
288.863 |
|
Ramleh |
64 |
97.405 |
598.171 |
|
Baysan |
31 |
19.602 |
120.375 |
|
Beersheba |
88 |
90.507 |
555.811 |
|
Gaza |
46 |
79.947 |
490.960 |
|
Haifa |
59 |
121.196 |
744.269 |
|
Hebron |
16 |
22.991 |
141.190 |
|
Jaffa |
25 |
123.227 |
756.743 |
|
Gerusalemme |
39 |
97.950 |
601.519 |
|
Jenin |
6 |
4.005 |
24.598 |
|
Nazareth |
5 |
8.746 |
53.712 |
|
Safad |
78 |
52.248 |
320.855 |
|
Tiberiade |
26 |
28.872 |
177.307 |
|
Tulkarem |
18 |
11.333 |
67.746 |
|
Totale |
531 |
805.067 |
4.942.119 |
4.2
Gerusalemme

La città di Gerusalemme è una città palestinese sta nel
cuore del paese, situata sulla 46-31° linea latitudinale
verso nord e sulla 14-35° longitudinale verso est.
L’area della città’ santa dentro le mura e’ di circa (1)un
kmq. La città occupa una posizione di rilevante importanza
geografica. Tale posizione, sulle colline centrale
palestinesi , è situata sul centro dell’asse che collega la
Galilea con il centro e il sud.
Tra le più’ importanti città palestinesi : Safad, Nazzeret,
Jenin, Nablus, Ramallah,Betlemme ed Hebron.
Il livello delle colline palestinesi nella zona di
Gerusalemme pende di circa 100 mt dal livello delle zone
circostanti da Nord e da Sud, il quale ha dato molta
importanza alla città’ facendo di essa un punto di
collegamento tra la pianura costiera dall’occidente e la
zona bassa Jerico -al ghor- dall’oriente
L’importanza strategica di Gerusalemme e’ dovuta alla
posizione della città, essendo il punto di incrocio delle
vie che collegano il Nord con il Sud e l’Est con l’Ovest.
Una posizione tra le più favorevoli dal punto di vista
delle comunicazioni, nella parte meridionale della
Palestina. E' all'incrocio tra l'antichissima strada che
percorre l'altipiano in senso meridiano (da Nablus a
Hebron), tenendosi sulle zone più elevate per evitare le
valli incassate attraversate dai corsi d'acqua e la via che
risale dal mare lungo il Wa'di el- Sarar, compresa tra due
torrenti, uno dei quali costituisce, nel suo tronco
superiore, la valle di Raphim(Rafim).
La posizione di Gerusalemme è soprattutto propizia dal punto
di vista della difesa, poichè occupa una platea ondulata
limitata su tre lati da profonde valli: ad est dalla valle
del Kidron, tributario del Mar Morto, a sud e ad ovest dalle
valli attraversate dal suo affluente Hinnom.
L'area cosi delimitata è facilmente accessibile solo da Nord
e da questa parte la città si è sempre protetta con una
linea di mura più volte ricostruita per includere successivi
ampliamenti del centro abitato. IL territorio circostante
Gerusalemme è povero di sorgenti perenni il che ha reso
l'approvvigionamento idrico da sempre un grave problema per
la città.
Sin dall' età antica l'acqua piovana veniva raccolta in
grandi bacini scoperti o in vasche; in tutta la città erano
poi numerose le cisterne, accuratamente mantenute tanto che
molte di queste, tuttora utilizzate, risalgono
all'antichità. Le prime tracce di Gerusalemme risalgono a
circa 3000 anni prima di Cristo, 1000 anni prima di Abramo,
quando i nomadi della regione furono attratti da una ricca
fonte d'acqua chiamata sorgente di Gihon.
4.2
IL
CLIMA :
Gerusalemme si trova su 720-780 mt di altezza dal livello
del mare e la sua terra e’ composta da colline rocciose,
poco elevata rispetto alla zona circostante, in continuo
collegamento con l’area adiacente dalla direzione Nord ( Bab
assahera ), circondata da torrenti poco profondi dalle
direzioni Ovest e Est ed Sud .
Dentro le storiche mura della città la terra pende
leggermente dal Nord e dall’Ovest verso il Sud e l’Est.
La presenza di colline calcaree, che si trovano in
abbondanza nella città’, sono cosa buona per la costruzione
edilizia e delle cisterne, piscine, gallerie, che hanno
avuto una notevole importanza nella storia della città.
4.3
Le Temperature:
Il clima di Gerusalemme e’ un clima mediterraneo, inverno
sereno tendente al fresco, estate leggermente caldo, le
medesime temperature nei mesi invernali variano da 8-12° c,
invece nei mesi estivi variano da 20- 24° c.
La quantità di acqua piovana annua e’ di circa 500mm.
Questa quantità viene nelle stagioni autunno ed inverno (
settembre -aprile ). La somma dei giorni piovani e di circa
50 gg. all’anno, il che voul dire una maggiore presenza
del sole sulla città.
5
Il muro della separazione razziale

Per la volontà
del governo israeliano è stato costruito il muro di
separazione razziale che ha frantumato il territorio
palestinese creando enormi danni morali ed economici,
creando un carcere per circa 800 mila palestinesi bloccati
dentro le loro città, aggravando la sofferenza del popolo
indifeso, rubando tutti i loro bene migliori, con un
serpente di muro che mangia la terra e frantuma il popolo,
creando una barriera di muro di separazione nuovo dopo
l’abbattimento del muro di Berlino con la scusa di
proteggere il popolo israeliano dagli attacchi, ma facendo
un muro d’odio sotto il nome della liberta e democrazia.
5.1
Muro del governo
Il governo israeliano ha adottato presto un progetto finale
per la costruzione del muro, dopo aver fatto nuovi estensivi
adattamenti che gli permetteranno di controllare i territori
occupati ; il governo ha inoltre adottato un nuovo progetto
parallelo per costruire un altro muro che si estende dalla
parte settentrionale della Valle del Giordano verso sud. Per
ciò che concerne il muro già esistente, i lavori stanno
proseguendo nelle seguenti aree:
Qalqilyah, Tulkarem, Jenin, Gerusalemme, Betlemme e le terre
e i villaggi nella zona circostante. Il muro si estende per
360 km, e tale lunghezza raggiungerà i 700 km dopo la
costruzione del secondo muro nella Valle del Giordano. Il
secondo muro supererà in alcuni punti il confine del 1948 di
circa 6 km.
Bisogna ricordare che la lunghezza del muro, persino prima
degli adattamenti fatti al suo progetto, sarà tre volte più
lunga del muro di Berlino e due volte più alto. Le autorità
israeliane useranno cemento (8 metri di altezza) e filo
spinato per la costruzione. Vi saranno installate diverse
torrette militari, videocamere di controllo e rivelatori di
movimento.
Inoltre, pattuglie mobili militari controlleranno la
lunghezza di quest'area. La costruzione del muro verrà a
influenzare seriamente i residenti palestinesi, visto che
molte parti del muro saranno costruite a ridosso di case,
negozi e scuole.
Così, 95.000 palestinesi (4,5% della Cisgiordania) saranno
costretti a vivere in enclavi isolate fuori dal muro, una
volta che esso sarà completato.
Per di più, 200.000 palestinesi della parte occupata di
Gerusalemme Est saranno tagliati fuori dal resto della
Cisgiordania a causa del muro.
Dall'altra parte, la destra d'Israele e i coloni hanno
proposto una nuova revisione del tracciato del muro, in modo
da includervi più terreno palestinese. Se tale suggerimento
fosse adottato, il numero dei palestinesi (dalla
Cisgiordania a Gerusalemme) che finirebbe per essere
estromesso dalla Cisgiordania incrementerebbe fino a
raggiungere le 400.000 unità.
Nell'aprile 2002, il governo israeliano ha deciso di
costruire un muro che va dal nord dei territori occupati
fino ai confini del distretto di Gerusalemme. Un comitato
speciale è stato nominato per supervisionare la costruzione
del muro, sebbene nel giugno 2002 si era già iniziato a
confiscare terre e tagliare alberi nel villaggio di Salem,
distretto di Jenin. A settembre, hanno pubblicato la mappa
iniziale della parte settentrionale del muro, e in quel mese
il comitato israeliano ha approvato la mappa, ma in seguito
hanno cambiato piano in modo da estendere il muro per un bel
pezzo incorporando la Tomba di Rachele a Betlemme.
Nel gennaio 2003, sono stati inaugurati i primi 4 km. A metà
marzo 2003 il governo israeliano ha deciso di modificare la
mappa iniziale del muro per includervi gli insediamenti
Ari'el e Emmanuel.
In risposta alle richieste del Consiglio degli Insediamenti
della Cisgiordania (The Yesha Council), richieste supportate
da decreti di occupazione del Primo Ministro Sharon per
modificare il muro nella Valle del Giordano, in modo da
comprendervi altri insediamenti.
E' importante evidenziare che sia il Likud che il Partito
Laburista appoggiano fortemente la costruzione del muro, e
la considerano come la costituzione dei confini politici del
futuro stato palestinese.
Il quotidiano Ma'arev ha pubblicato il 24 giugno 2002, gli
esiti di un referendum, dove l'opinione pubblica israeliana
è favorevole al 69% per la costruzione del muro.
Nel frattempo, i gruppi di destra israeliani e il Consiglio
degli Insediamenti (The Yesha Council) in Cisgiordania,
stanno facendo una campagna per raccogliere firme in favore
del Piano Mappa, il quale è stato ideato dal Yesha Council e
che specifica gli emendamenti proposti per il muro nel marzo
2003. La campagna è organizzata in cooperazione con il
Ministero della Difesa israeliano.
Alla fine vi sono circa 25 compagnie israeliane che lavorano
alla costruzione del muro; con circa 250 bulldozer
israeliani che distruggono i terreni affinché il muro
proceda.
Il governo d'Israele ha annunciato che per la fine del 2003
il muro verrà completato
5.2
Espropriazione della terra

E' stato deciso che il governo d'Israele esproprierà come
minimo il 10% della Cisgiordania con lo scopo di costruire
il muro. Nella prima fase, un numero totale di circa 150.000
acri è stato espropriato. Ciò costituisce il 2% delle zone
nella parte settentrionale della Cisgiordania. Israele ha
giustificato questa espropriazione di terre con l'annuncio
di una decisione presa per ragioni militari e di sicurezza.
Il Consiglio Regionale degli Insediamenti in Cisgiordania
(The Yesha Council) ha chiesto modifiche da svolgere al
tracciato del muro. Il tracciato è stato ripianificato in
modo da estendersi da Qalqilyah fino a nord di Gerusalemme
con lo scopo di incorporare circa 343.000 coloni residenti
in Cisgiordania nella parte israeliana del muro. Durante il
mese di dicembre 2002, 11.500 acri sono stati confiscati;
ciò è avvenuto parallelamente allo sradicamento di 83.000
alberi. L'espansione del muro secondo il nuovo tracciato
tende ad annettere 10 insediamenti israeliani, e avrà per
risultato l'espropriazione di altro terreno da circa 30
villaggi palestinesi nella parte settentrionale della
Cisgiordania.
5.3
Acqua

L'espropriazione della terra significa anche deprivare gli
abitanti palestinesi e i villaggi dalle loro risorse
idriche. Oltre 31 pozzi finiranno per essere inclusi nel
territorio espropriato usato per la costruzione del muro
durante la prima fase.
Questi pozzi contengono circa 4 milioni di metri cubici
d'acqua che al momento non è utilizzabile da nessuno. I
palestinesi e la loro terra saranno esclusi da molte delle
loro risorse d'acqua. Per di più, mentre i lavori di
costruzione continuano, i bulldozer della autorità
israeliane hanno già distrutto circa 35.000 metri di
condotte dell'acqua usate dai palestinesi sia per le loro
case sia per irrigare i campi.
5.4
Abitanti e il muro
La prima fase di costruzione del muro è stata completata a
nord della Cisgiordania, intorno alle città di Qalqilyah,
Tulkarem e Jenin dove circa 35.000 palestinesi vivono in
villaggi e piccole zone residenziali nelle vicinanze. Circa
14.000 persone, provenienti da 17 aree differenti, finiranno
tra il muro, la Green Line e il confine del 1948, e tra
l'altro circa 20.000 persone (3175 famiglie) si sono trovate
nel lato orientale del muro, separate dai loro terreni
agricoli che rimangono nel lato occidentale.
L'espropriazione della terra, la distruzione fisica e le
restrizioni imposte sul movimento dei locali significano la
perdita di circa 6.500 posti di lavoro. Per di più le
coltivazioni di ulivi nel nord della Cisgiordania, che si
trovano adesso nella parte occidentale del muro,
determineranno la perdita di 2.220 tonnellate di olio
d'oliva, senza contare la perdita di 5 tonnellate di frutta
e più di 100.000 tonnellate di vegetali.
Tra l'altro la creazione del muro ha causato la demolizione
di oltre 100 edifici, molti dei quali erano edifici
commerciali e quindi l'unica risorsa d'entrata primaria per
molte famiglie. Tanti altri residenti palestinesi hanno
ricevuto avvisi dall'IDF che le loro case o uffici
commerciali saranno demoliti; tali demolizioni avverranno in
futuro.
Nel villaggio di Jayyus, distretto di Qalqilyah, ad esempio,
8.600 acri (72% della terra) di terra coltivabile sono stati
espropriati insieme a 7 pozzi. Ciò significa la perdita
dell'unica risorsa di guadagno per circa 300 famiglie.
5.5
Il muro di separazione razziale
Lo
sviluppo della sua costruzione in generale
|
|
%
dello sviluppo |
Lunghezza a km2 |
|
Completamente costruito |
58,9% |
408 |
|
In fase di costruzione |
8.96% |
63 |
|
Da ricostruire |
33% |
232 |
|
|
100% |
Tot = 703 |
Lo sviluppo del muro a Gerusalemme
|
|
% dello sviluppo |
Lunghezza km2 |
|
Completamente
costruito |
54/9% |
89 |
|
In fase di
costruzione |
9.88% |
16 |
|
Da ricostruire
|
35.19% |
57 |
|
|
100% |
Tot = 162 |
Le zone circondate con il muro
| |
Superficie della
terra |
% del
percentuale dei territori occupati |
| Est Gerusalemme |
479,881 dunm |
8.5% |
| Le zone
circondate completamente dal muro oppure circondate in
modo parziale |
191,040 |
3.4% |
Il numero degli abitanti palestinesi che sono stati
danneggiati dall’edificazione del muro
|
Numero degli
abitanti |
Numero dei paesi |
|
|
27,520 |
17 |
I villaggi
che si trovano ad ovest del muro* |
|
247,800 |
54 |
I villaggi
che si trovano ad est del muro e sono circondati da
tre lati** |
|
222,500 |
21 |
Est Gerusalemme |
|
497,820 |
92 |
Totale |
*
Sono
gli abitanti che devono esibire sempre l’autorizzazione per
uscire o entrare ai loro villaggi tramite l’ unica porta .
**Sono
gli abitanti non devono esibire sempre l’autorizzazione per
uscire o entrare ai loro villaggi.
Le colonie
|
Numero degli
abitanti |
Numero colonie |
|
|
187,840 |
48 |
Colonie ad
ovest del muro |
|
57,330 |
69 |
Colonie ad
est del muro |
|
192,918 |
12 |
colonie ad
est di Gerusalemme |
|
438,088 |
129 |
Totale |
Nota:
questi statistiche sono fornite dall’ente di statistica
palestinese ( ocha del onu) del 2005.
Le porte del muro
Si trovano nel muro 65 porte per lo spostamento all’interno
dei territori occupati, di cui soltanto 38 porte agibile per
gli abitanti.
27 sono aperte e si dividono in 2 categorie:
Prima: Ingressi giornalieri, per gli abitanti per passare
ad altre zone nei territori occupati e alcune sono aperti
per 12 ore consecutive e altre si aprono per 2 volte al
giorno per poche ore e sono attrezzati con tanti soldati.
Seconda: Le porte agricole sono quelle porte che si aprono 2
o tre volte al giorno per gli agricoltori che si trovano
dall’altra parte del muro, per i prodotti che hanno bisogno
di un cura giornaliera, come le verdure, e gli agricoltori
devono avere dei permessi per passare la porta. Sono 11
porte agricole stagionali che si aprono nei periodi
stabiliti, come il periodo di raccolta delle olive, mentre
per gli agricoltori dell’altra parte del muro le porte
vengono aperte 2 o 3 volte al giorno e devono avere dei
permessi speciali per passare .
Le porte del muro
|
Totale
|
Porte chiuse
|
Porte stagionale
|
Porte aperte
|
Zona |
|
24 |
9 |
3 |
12 |
Qalqilia |
|
2 |
1 |
0 |
1 |
Salfit |
|
16 |
6 |
2 |
8 |
Tulkarem |
|
4 |
4 |
0 |
0 |
Bait lemme |
|
1 |
1 |
0 |
0 |
Hebron |
|
1 |
0 |
0 |
1 |
Tubas |
|
17 |
6 |
6 |
0 |
Jenin |
|
65 |
27 |
11 |
5 |
Totale |
Ringraziamo l'amico
Abu Awwad Bassam
per la gentile concessione alla pubblicazione del testo.
L'arch. Abu Awwad Bassam
è membro di
Abspp
- Onlus
associazione umanitaria
fondata nel 1994, a Genova, che si occupa di portare aiuto
alla popolazione palestinese che soffre la povertà e
l'assedio nelle sue stesse città.
info@abspp.org
abspp@libero.it
www.abspp.org |