Silvia Cattori: Esiste una legislazione europea in materia
di controllo dei cittadini?
Jean-Claude Paye [1]
: Nella maggior parte degli stati membri dell’Unione Europea norme che
impongono alle compagnie telefoniche e ai fornitori di accessi
internet di conservare i dati relativi alle connessioni dei loro
clienti per un tempo più o meno lungo o, come nel caso del Belgio, per
un tempo indefinito, sono già in vigore. L’Unione Europea ha elaborato
a più riprese progetti, sempre abortiti, di leggi-quadro che vanno
nello stesso senso e che mirano a imporre un periodo minimo di due
anni di conservazione dei dati.
A questa
violazione del diritto alla riservatezza dei dati personali si
aggiungono progetti, per esempio, per consentire l’intrusione nei
computer di privati cittadini a loro insaputa. In Francia, il progetto
di legge di indirizzo e programmazione per garantire la sicurezza
interna (LOPSI), depositato al consiglio dei ministri nel gennaio
2008, prevede l’autorizzazione dello spionaggio elettronico nel corso
di inchieste di polizia.
In
sostanza, si vuole autorizzare la polizia a introdursi segretamente
nei computer di persone sospettate di terrorismo o criminalità
organizzata. La Germania sta preparando un progetto di legge analogo.
Le forze dell’ordine potrebbero essere autorizzate a spiare la
navigazione internet e il contenuto dei dischi rigidi di ogni persona
sospettata. Un « Cavallo di Troia » (software spia) e un
sistema di registrazione (keylogger) verrebbero introdotti
per mezzo di una mail proveniente da un’agenzia ufficiale.
Concretamente, ciò significa che la polizia può utilizzare un
programma-spia per leggere, all’insaputa degli interessati, il
contenuto di un computer privato.
Già dal
2001 negli Stati Uniti la polizia ha la possibilità di introdursi
legalmente e segretamente in un computer. Questa procedura, chiamata «
Lanterna magica » fa parte delle norme liberticide introdotte
dal famoso « USA Patriot Act » [2].
Queste misure, votate inizialmente per avere una durata di quattro
anni, sono diventate permanenti [3].
Silvia Cattori : In precedenza non era già possibile porre
sotto sorveglianza il telefono e la posta delle persone?
Jean-Claude Paye : Anche prima del 2001 i servizi segreti
sorvegliavano le persone seguendo le tracce elettroniche che
lasciavano, ed entravano come volevano nei loro computer, ma queste
pratiche erano illegali. Di nuovo c’è adesso che i dati raccolti
possono servire ad avviare un procedimento giudiziario.
Silvia Cattori : Una persona che nella sua posta
elettronica manifesta simpatia per un gruppo iscritto nelle liste dei
“terroristi” potrebbe essere perseguita per collusione con il
terrorismo?
Jean-Claude Paye : Sì, perché c’è stata un’evoluzione delle
leggi antiterrorismo. Manifestare simpatia nei confronti di gruppi
etichettati come “terroristi” costituisce già una violazione della
legge. In Gran Bretagna affermare per esempio che «Hamas o
Hezbollah sono movimenti legittimi di resistenza» potrebbe,
secondo la legge inglese “Terrorist Bill of 2006”, costituire
un atto di sostegno indiretto al terrorismo. In Gran Bretagna le leggi
antiterrorismo sono le più palesemente liberticide. Nel 2006 la Gran
Bretagna ha introdotto i reati di “glorificazione” e “sostegno
indiretto” al terrorismo [4].
Le
incriminazioni cui danno origine non si fondano su fatti, ma si basano
sulla resistenza al potere semplicemente espressa per mezzo della
parola, o su rivelazioni di fatti che sono in contraddizione con la
politica del governo. Per esempio, dei militanti sono stati posti
sotto inchiesta con l’accusa di “incitazione indiretta al terrorismo”
perché avevano pubblicato i nomi dei soldati inglese morti in Irak. Il
potere ritiene che chi enuncia fatti di tal genere pubblicizza atti
catalogati come “atti di terrorismo” (le azioni di resistenza)
e così facendo crea un “clima favorevole” al terrorismo.
Anche
azioni o espressioni di sostegno alla resistenza palestinese
potrebbero servire da base per azioni giudiziarie analoghe. Del resto,
non è necessario che si tratti di conflitti contemporanei: anche
parole o scritti che inneggiano ad attentati del passato potrebbero
essere perseguibili se una persona, che compie un atto come mettere
una bomba nel metro, dichiara di essere stata indotta a farlo da
parole o scritti incriminati. C’è un effetto retroattivo che non ha un
limite temporale oggettivo [5].
In altri
Paesi dove il reato di sostegno indiretto al terrorismo non esiste,
per esempio in Belgio, si tenta di introdurlo attraverso la
scorciatoia della giurisprudenza [6].
Porre
attenzione a ciò che accade in Inghilterra non è perciò inutile. Si
tratta della nazione europea più avanzata nello smantellamento dello
stato di diritto. Bisogna aspettarsi che prima o poi ciò che viene
fatto in questo Paese venga imposto al resto dell’UE.
La
legislazione inglese, che criminalizza, peraltro in contrapposizione
con la politica estera del governo britannico, l’atto di manifestare
un semplice sostegno verbale o scritto a una delle parti coinvolte in
un conflitto internazionale nonché l’atto di riferire fatti che
contraddicono la politica governativa, è in agguato e ci minaccia.
In Belgio e
negli altri Paesi europei, il tentativo di criminalizzare delle
persone per mezzo della giurisprudenza è, per il momento, fallito [7].L’evoluzione
della situazione dipende dalla capacità di reazione dei cittadini
europei di fronte ai progetti dei governi.
In questo
contesto – possibilità crescente di criminalizzare, non solo azioni,
ma anche parole o scritti critici nei confronti della politica di un
governo su un conflitto violento in corso in una parte qualunque del
mondo – è opportuno prendere in considerazione tutte le possibilità di
incriminazione che lo spionaggio legale dei cittadini da parte della
polizia offre.
Accadrà che
queste procedure permetteranno di utilizzare ciò che è stato raccolto
come elemento di prova nell’ambito di ciò che viene definito
sostegno indiretto o glorificazione di atti e organizzazioni
“terroristiche”.
La
violazione del contenuto di computer per mezzo di programmi
informatici spia, chiamati Cavallo di Troia in Europa e
Lanterna magica negli Stati Uniti, va collocata proprio in questo
quadro.
Silvia Cattori : In cosa il progetto di legge quadro
dell’Unione Europea si differenzia dalle leggi adottate, per esempio
nel dicembre 2001 dalla Germania e dall’Italia, che impongono alle
banche, poste, operatori delle telecomunicazioni e compagnie aeree
l’obbligo di fornire i dati personali dei loro clienti? Le leggi dei
Paesi membri decadranno?
Jean-Claude Paye : Queste leggi sono tuttora in vigore. La
futura legge quadro dell’Unione Europea non rappresenta niente di
nuovo rispetto alle legislazioni che già esistono nella maggior parte
dei Paesi membri. Si tratta solamente di forzare la mano agli ultimi
Paesi recalcitranti e d’imporre un termine minimo di conservazione dei
dati.
In
sostanza, consiste soprattutto in una razionalizzazione e unificazione
delle procedure a livello d’insieme dell’UE.
Ciò detto,
il controllo delle comunicazioni elettroniche non è che uno dei mezzi
di controllo globale messo in opera dal 2001.
Silvia Cattori : Allude al controllo delle transazioni
finanziarie e dei passeggeri aeroportuali?
Jean-Claude Paye : Sì, soprattutto a questi ultimi. Lo
spionaggio elettronico non è che un tassello del sistema di controllo
dei cittadini architettato dopo l’11 settembre che, per ciò che
concerne il programma di ascolti della NSA, era in vigore anche prima
di questa data. La stampa statunitense ha rivelato che questo sistema
era già in funzione almeno sette mesi prima dell’11 settembre 2001.
Innanzitutto bisogna ricordare che l’USA Patriot Act conferisce
al potere esecutivo la possibilità di controllo sull’insieme delle
banche e delle società finanziarie estere che hanno filiali negli
Stati Uniti. Gli articoli 313 e 319 b obbligano queste istituzioni
finanziarie a rispondere alle richieste dì un’agenzia federale entro
120 ore, e non solamente sui conti aperti nelle loro agenzie
statunitensi, ma anche sui movimenti tra il conto statunitense che
interessa e gli altri conti aperti all’estero, di modo che il
controllo si estende, di fatto, anche a questi. Per conservare il
diritto di avere agenzie negli Stati Uniti o relazioni d’affari con
società finanziarie statunitensi, le banche estere devono essere
certificate dal dipartimento del Tesoro, ossia ottenere il Patriot
Act Certification. Per ottenerlo devono sottomettersi a
determinate condizioni, come ad esempio, al momento dell’apertura di
un conto, l’identificazione precisa dei loro clienti e della
provenienza dei fondi. Nell’ambito della globalizzazione finanziaria,
l’USA Patriot Act conferisce al potere esecutivo statunitense
la possibilità di sorveglianza e di inchiesta su ogni movimento
bancario in tutto il mondo nel caso che una parte, anche residuale, di
questo movimento transiti negli Stati Uniti.
Questo
trasferimento di dati ha luogo al di fuori del quadro legale dello
scambio di informazioni finanziarie tra governi, e all’insaputa degli
interessati e delle autorità nazionali e dell’UE, deputate a tutelare
la vita privata dei cittadini. Come nel caso dell’affare Swift
(Society for Worldwide Interbank Financial Telecomunication), si
tratta di relazioni dirette tra società private straniere e la loro
tutela negli Stati Uniti. Così la legge USA Patriot Act si
caratterizza come una legge imperiale. Essa si applica direttamente
all’estero, e dunque in territorio europeo, nel momento in cui le
società europee decidono di sottostarvi.
Nel giugno
2006 il New York Times ha rivelato che una società basata in
Belgio, Swift, trasmetteva segretamente l’insieme dei dati delle
transazioni internazionali alle dogane statunitensi, nell’ambito di un
programma di spionaggio della CIA [8].
Swift,
società statunitense di diritto belga, gestisce gli scambi
internazionali di 8.000 istituzioni finanziarie situate in 208 Paesi.
È in grado così di assicurare il trasferimento dei dati relativi ai
pagamenti o ai titoli, comprese le transazioni internazionali. In
questo caso il trasferimento dei dati personali è addirittura massivo
e non selettivo, come nell’applicazione delle disposizioni finanziarie
dell’USA Patriot Act. Inoltre, questo trasferimento di dati è
ancora più vasto dato che riguarda transazioni che non toccano lo
spazio statunitense.
La società
Swift ha informato, sin dal 2002, le autorità finanziarie di tutela
belghe ed europee di questo trasferimento di dati. Ciò significa che
le autorità europee e i dirigenti delle Banche Centrali erano al
corrente dello spionaggio, ma hanno reputato che quest’attività
venisse svolta nell’ambito della lotta al terrorismo e quindi non
ritenevano di essere obbligate a riferirne ai rispettivi governi. Le
Banche Centrali si sono reputate organi della lotta contro il
terrorismo, incaricati da Washington.
Dunque, non
solo la società Swift, ma anche le Banche Centrali europee si
trovavano nell’illegalità. La società Swift non è mai stata
perseguita, e non è stata oggetto di alcuna rimostranza da parte dei
governi e delle Banche Centrali coinvolti [9].
Silvia Cattori : Swift avrebbe potuto opporsi alle
ingiunzioni degli Stati Uniti, dal momento che le informazioni
trasmesse avrebbero potuto permettere l’arresto di terroristi?
Jean-Claude Paye : [...] Si può contestare a Swift il
trasferimento dei dati personali sul territorio degli Stati Uniti.
Infatti, per trasferire dati personali da un paese dell’Unione Europea
a un Paese che non ha un livello adeguato di protezione occorre
ottenere delle autorizzazioni, rispettare regole di protezione dei
dati. La società Swift non ha rispettato tali regole. Il trasferimento
di questi dati alle autorità degli Stati Uniti è stato dunque
illegale.
Praticamente non ci sono prove che delle persone siano state arrestate
grazie allo spionaggio dei trasferimenti finanziari. Del resto si sa
che per preparare attentati non occorre molto denaro. Il controllo
finanziario globale non serve a nulla.
Silvia Cattori : Il silenzio delle Banche Centrali e delle
autorità belghe nell’affare Swift è stupefacente. In seguito i
responsabili sono stati sanzionati?
Jean-Claude Paye : Le autorità europee avrebbero dovuto
vietare alla società Swift, basata in territorio europeo, il
trasferimento dei dati agli Stati Uniti. Non esisteva alcuna ragione
tecnica che li obbligasse a trasferire, del tutto illegalmente, i dati
agli Stati Uniti. Nessuno è stato condannato.
Silvia Cattori : Qualcuno ha richiesto la cessazione del
trasferimento dei dati?
Jean-Claude Paye : Nessun governo ha ordinato alla Swift la
cessazione della trasmissione dei dati agli Stati Uniti. È stato
permesso alla Swift di continuare a trasmettere i dati alla Cia, anche
dopo che lo scandalo è stato portato a conoscenza del grande pubblico.
In seguito
l’Unione Europea ha stabilito le modalità per legalizzare questi
trasferimenti di dati. Nel giugno 2007 è stato firmato un accordo tra
Stati Uniti e Unione Europea.
Silvia Cattori : Non potrebbe trattarsi, da parte degli
Stati Uniti, di spionaggio finanziario camuffato da lotta al
terrorismo? Il comportamento dell’Unione Europea può significare che
ciò fa comodo a tutti quanti?
Jean-Claude Paye : Il trasferimento dei dati permette agli
Stati Uniti di beneficiare di una distorsione delle regole di mercato,
poiché le autorità amministrative e le società multinazionali, che
sono strettamente legate al governo degli Stati Uniti, possono
conoscere tutte le transazioni finanziarie internazionali. L’accesso
alla rete Swift completa ciò che il sistema di spionaggio « Echelon
» già permette [10].
Silvia Cattori : Dunque non si tratta di misure poste in
essere per condurre “la guerra contro il terrore”, come dice Bush, ma
di qualcos’altro?
Jean-Claude Paye : Lo scopo principale degli Stati Uniti è
quello di mettere l’Unione Europea in uno stato di sudditanza e di
costringere gli Stati membri a piegarsi a ogni loro esigenza, anche in
violazione delle leggi europee. È in questo modo che si concretizza il
primato degli Stati Uniti sulle leggi europee e, a partire da questo
primato, la trasformazione del nostro diritto.
Il primato
del diritto statunitense su quello europeo si esplica anche nelle
misure di controllo dei passeggeri che transitano negli aeroporti. Da
quando l’amministrazione Bush, nel 2003, ha ottenuto l’accesso ai
terminali delle società installate sul territorio europeo, gli Stati
Uniti sono in possesso di un insieme di informazioni su ogni persona
che si imbarca: nome, religione, abitudini alimentari, numero di carta
di credito, itinerario, eccetera. Per esempio, le persone segnalate
come non consumatrici di carne di maiale sono suscettibili di essere
considerate [musulmani e quindi, ndt] sospetti terroristi e,
come tali, messe sotto sorveglianza degli Stati Uniti.
La
trasmissione di queste informazioni è completamente in contrasto con
le legislazioni europee di protezione dei dati personali. Si tratta
dunque di una situazione di fatto, imposta dagli Stati Uniti, che
obbliga i Paesi europei a inoltrare immediatamente i dati personali
dei viaggiatori. In seguito, l’Unione Europea, per legalizzare una
situazione palesemente in contrasto con la propria legislazione, ha
dovuto firmare un insieme di concordati.
La
procedura di impegno unilaterale da parte degli Stati Uniti, che è
stata utilizzata sia nel caso dell’accordo sui passeggeri aeroportuali
che in quello sui dati finanziari, segna l’emergere in campo giuridico
di qualcosa di nuovo: i Paesi europei non discutono con gli Stati
Uniti su un piano di parità, in quanto Stati nazionali aventi la
stessa dignità giuridica! Sono gli Stati Uniti che concedono o negano
certi diritti ai cittadini europei.
Silvia Cattori : Gli Stati membri che hanno firmato
accordi contro natura con gli Stati Uniti si sono mai ricreduti?
Jean-Claude Paye : Per ciò che riguarda il controllo dei
passeggeri aeroportuali, la Commissione dell’Unione Europea ha già, a
più riprese, fatto menzione di un analogo progetto. Fondamentalmente,
la maggioranza della classe dirigente dell’Unione Europea ha la stessa
posizione degli Stati Uniti. A proposito del controllo dei passeggeri
aeroportuali dicevano: «Bisogna assolutamente rispondere
positivamente agli Stati Uniti che chiedono alle compagnie aeree
europee di trasmettere le informazioni sui loro clienti; se si
rispondesse di no, gli aerei europei non potrebbero più atterrare sul
suolo statunitense». Come se l’Unione Europea non potesse adottare
misure di ritorsione e impedire agli aerei degli Stati Uniti di
atterrare sul suolo europeo!
La classe
dirigente europea che si è affrettata a svendere le libertà
individuali si serve delle esigenze degli Stati Uniti per fare la
stessa cosa a livello europeo. Ciò permette a questa classe dirigente
di indebolire la posizione di coloro che vogliono salvaguardare le
libertà soggettive.
Silvia Cattori : Pensa che, quando gli eletti
realizzeranno che tutto ciò porta a un regime totalitario, reagiranno?
Jean-Claude Paye : Tutte queste misure non vengono discusse.
Gli accordi sui passeggeri aeroportuali, sulle transazioni
finanziarie, sull’estradizione, firmati con gli Stati Uniti, non sono
mai stati discussi a livello europeo. Non c’è stato alcun dibattito né
sulla stampa né nei parlamenti nazionali.
Quando il
parlamento si è occupato di queste questioni, è stato per criticare o
rigettare i progetti di accordo, ma la sua competenza in merito si
limita a pareri non vincolanti.
Se si vuole
comprendere che tipo di subordinazione lega l’Unione Europea agli
Stati Uniti bisogna esaminare gli accordi di cooperazione di polizia e
giudiziaria.
Ci troviamo
in una situazione in cui la Costituzione non regola nulla. Tutti i
principi costituzionali degli Stati Europei sono sistematicamente
violati. Tutte le leggi che sono state fatte passare da una decina
d’anni a questa parte sono in contrasto con lo spirito delle
Costituzioni nazionali.
I partiti
della sinistra e i movimenti alternativi hanno concentrato tutte le
loro forze a dibattere il progetto di Costituzione europea, che è un
elemento che ha relativamente poca importanza rispetto alle questioni
di cui abbiamo trattato sinora.
Ormai ciò
che regola i rapporti tra gli Stati e i rapporti tra Stato e cittadini
è essenzialmente il diritto penale. Quest’ultimo si sostituisce al
diritto internazionale e acquisisce ora una dimensione costituente in
luogo della Costituzione stessa.
Silvia Cattori : Allora noi non siamo a conoscenza di
tutto?
Jean-Claude Paye : Naturalmente non siamo al corrente di
tutto. Ma tuttavia ci sono fatti che cominciano a emergere. Grazie
alle rivelazioni della stampa statunitense della fine 2005, ora
sappiano che il programma illegale della NSA sullo spionaggio delle
comunicazioni elettroniche e telefoniche, come detto, era in atto
sette mesi prima dell’11 settembre 2001.
Ciò
dimostra che il sistema di intercettazioni cui gli Stati sottomettono
i loro cittadini non è una misura finalizzata alla lotta al
terrorismo, ma contro la popolazione stessa. E che le misure che
limitano le libertà personali non sono una conseguenza degli attentati
dell’11 settembre, ma parte di un sistema già in essere prima degli
attentati. Il sistema repressivo ha semplicemente subito
un’accelerazione e i suoi presupposti legittimati.
Silvia Cattori : Gli attacchi alle libertà degli individui
che ha appena evocato – intercettazione delle opinioni, spionaggio
finanziario, controllo dei passeggeri aeroportuali – sarebbero dunque
solo la parte emergente di un nuovo ordine che si sta realizzando?
Jean-Claude Paye : Sicuramente. La prova più significativa è
l’accordo sull’estradizione firmato nel 2003 tra l’Unione Europea e
gli Stati Uniti. Si tratta dell’esito di discussioni segrete che sono
durate anni. Ora, se abbiamo potuto intravedere una piccola parte di
questi accordi, è perché questo testo ha dovuto essere ratificato dal
Congresso Usa, altrimenti non ne avremmo saputo nulla. Infatti, da
parte europea non era necessario ratificarlo poiché i funzionari
permanenti del COROPER hanno pieni poteri, e non sono controllati né a
livello di Unione Europea né a livello degli Stati membri.
Da allora
non si ha la minima idea di ciò che sta accadendo. Si sa solo che
negoziazioni segrete sono tuttora in corso e che gli Stati Uniti hanno
avanzato nuove pretese. Si è visto dunque emergere solo una piccola
parte dell’iceberg costituito dall’insieme di discussioni e accordi.
Silvia Cattori : C’è ancora qualcuno che può sottrarsi a
una qualche forma di schedatura?
Jean-Claude Paye : In questo sistema di sorveglianza nessuno
dei dati personali appartiene più all’individuo; appartengono alle
autorità amministrative e alle società private. Sono automaticamente
messi a disposizione degli Stati. È la fine dell’habeas corpus,
del diritto della persona di disporre di se stessa ed è anche la fine
della proprietà di sé. La vita privata non esiste più.
Intervista
a cura di
Silvia Cattori, giornalista
svizzera
[1]
Jean-Claude Paye, sociologo, é l’autore di :
"La fine dello Stato di diritto", Manifesto libri, 2005. La
versione originale francese "La
fin de l’Etat de droit", La Dispute,
2004. In tedesco è publicato da Rotpunktverlag.
Global War on Liberty. Éditions Telos
Press, New York 2007. La traduzione in turco uscirà prossimamente
edita da IMGE, in spagnolo da HIRU, in olandese da EPO.
[2]
USA Patriot Act è l’acronimo di Uniting and Strengthening
America by Providing Appropriate Tools Required to Intercept and
Obstruct Terrorism, (Legge per l’unificazione e il rafforzamento
dell’America per mezzo di strumenti idonei a intercettare e ostacolare
il terrorismo). Più che di una legge si tratta di un voluminoso codice
antiterrorismo che la
Federalist Society, sotto la direzione del professore John
Yoo, ha iniziato a redigere in segreto almeno due anni prima dell’11
settembre 2001. L’USA Patriot Act è stato adottato dal
Congresso degli Stati Uniti senza dibattito, sull’onda dell’emozione
dell’11 settembre. Con esso si danno pieni poteri alla polizia di
Stato, all’FBI, ai servizi di immigrazione, in materia di arresto,
interrogatori, tortura e detenzione illimitata, all’insaputa e senza
la richiesta di un magistrato, di cittadini che non sono originari
degli Stati Uniti, sulla base di semplici presunzioni. Con esso si
autorizza anche l’intercettazione delle conversazioni telefoniche e
della corrispondenza elettronica, le perquisizioni domiciliari, sia
notturne che diurne, anche in assenza dell’interessato e senza
mandato.
[3]
A
permanent state of Emergency, di Jean-Claude Paye, Monthly
Review, novembre 2006.
[4]
Préoccupation sécuritaire, di Jean-Claude Paye, La Libre
Belgique, 27 giugno 2007.
[5]
Beyond intention, di Jean-Claude Paye, Le Monde
diplomatique, edizione inglese, novembre 2006.
[6]
Un procès qui engage nos libertés, di Lieven De Cauter,
Jean-Marie Dermagne e Bernard Francq, La Libre Belgique, 16
novembre 2007.
[7]
DHKP-C : Bahar Kimyongur acquitté à Anverse, di Marc
Metdepenningen, Le Soir, 7 febbraio 2008.
[8]
La CIA a contrôlé les transactions financières du monde entier via la
société SWIFT, di Grégoire Seither, Réseau Voltaire, 26 giugno
2006.
[9]
SWIFT : le Trésor états-unien au-dessus des lois européennes,
Réseau Voltaire, 29 settembre 2006.
[10]
« Echelon » è un sistema di spionaggio elettronico messo in
piedi da Stati Uniti e Regno Unito nel 1947, cui si sono aggiunti
Canada, Australia e la Nuova Zelanda. Le stazioni di questi Paesi
costituiscono un’unica rete integrata. Sull’argomento si segnala il
libro di Ducan Campbell, «
Surveillance électronique planétaire », edizioni Allia, Parigi
2001. Questo libro riprende il rapporto che l’autore ha redatto per il
Parlamento Europeo.